Elezioni rumene, una folla al consolato


Da una nostra collaboratrice il reportage dal seggio di via Guelfa, aperto la scorsa domenica 22 novembre: tre ore di coda, clima teso

02 dicembre 2009 - 12:27

Il 22 novembre 2009 si sono svolte le elezioni presidenziali rumene.
Insieme al referendum sul parlamento unicamerale e la riduzione del numero dei parlamentari a 300. In Italia sono stati organizzati 55 seggi speciali. 21000 i votanti contati alla fine del giorno in tutta Italia.
Le elezioni di quest’anno si sono distinte per la grande affluenza al voto: nonostante la diffidenza nei confronti della politica, più del 54% degli aventi diritto di voto si è mobilizzata. Alla sede del Consolato della Romania (in Via Guelfa, 9) alle 13:30 il tempo medio di attesa per il voto era di tre ore. Una folla aspettava in piedi di salire le scale e raggiungere l’unico ufficio allestito al primo piano. Non poche le proteste, le lamentele e le sventate risse. Numerose le persone che hanno lasciato l’edificio prima di votare, a causa dei tempi d’attesa esagerati.
Di fronte al consolato, due pullman organizzati da ignoti, che avrebbero portato i votanti al Pilastro direttamente dalla messa ortodossa della mattina. Sempre di fronte all’edificio sospetti scambi di denaro. Non poche le denunce di frodi registrate in paese, ma anche ai seggi oltre i confini. Resta il fatto che tra la folla in attesa di votare, oltre coloro presuntamente pagati, ci fossero pure cittadini rumeni, il cui senso civile è uscito rinvigorito da quest’esperienza.
Come l’anziana di fronte a me. Erano anni che lavorava in Italia come badante eppure non era mai andata a votare per il suo paese. Sosteneva che i governanti rumeni fossero tranquillizzati dal disinteresse al voto degli emigranti. Vista l’interminabile coda, la convinzione dell’anziana donna si fece più forte: “Dovessi aspettare pure cinque ore, questa volta voterò!”. Fortunatamente le ore furono solo tre. Passate a insultare i ladri del governo e a rimarcare la volontà di cambiamento. E di riconoscimento di chi, in paese, si è dimenticato dei rumeni all’estero.

Di cui pare che ci si ricordi solo in prossimità delle elezioni. O peggio, il giorno stesso delle elezioni. Giorno in cui a numerosi residenti rumeni di Bologna venne recapitata una lettera dal Comune che li invitava ad un incontro “Sull’integrazione della comunità rumena nella città di Bologna”, organizzato dalla Lista Alfredo Cazzola e animato dagli interventi del PD-L rumeno (Partito Democratico-Liberale, attualmente al potere). All’incontro sarebbe seguito un buffet ad un ristorante di San Lazzaro, il tutto prima dell’orario di chiusura dei seggi. Campagna elettorale all’ultimo momento? Sicuramente il patrocinio del Comune ha lasciato perplessi molti dei destinatari rumeni, i cui indirizzi sono stati messi a disposizione del miglior offerente.
I risultati non si discostano molto dalle aspettative, eccetto per il candidato liberale Crin Antonescu, che ha ottenuto un abbondante 20% inaspettato. Al primo posto l’alleanza PD-L del presidente in carica, Traian Basescu, col 32,52%, seguito dal social-democratico Mircea Geoana col 30,77%. Per il ballottaggio (del 6 dicembre), a giudicare dalle dichiarazioni, il liberale Antonescu cederà i suoi voti al social-democratico Geoana, in cambio di una futura coalizione
governamentale che abbia un premier liberale. Il 6 dicembre scopriremo se i rumeni approveranno questa nuova alleanza.

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