Editoriale / I banchetti in salsa littoria di Porta S.Vitale


L’ex consigliere Pdl Carella fa gli onori di casa davanti alla sua edicola per pic-nic «anti-degrado» che su facebook assumono nomi di gusto decisamente nero.

20 luglio 2010 - 00:01

Molti conoscono l’edicola di Porta S.Vitale, una delle pochissime in città aperta tutta notte. Non tutti sono al corrente che ne é titolare Daniele Carella, per una decina d’anni consigliere comunale a Bologna, prima per Forza Italia e poi per il Pdl. Dalla sua postazione, osserva il cosmopolita tessuto sociale di quello spicchio di centro storico, fatto di palazzoni fatiscenti affittati a stranieri e studenti, minimarket e call center, vecchie botteghe. bar e pasticcerie. Da quando Bologna vive l’interregno della Commissaria Cancellieri, trovatosi privo della provinciale ribalta del piccolo transatlantico di Palazzo d’Accursio, ogni tanto sentendosi trascurato il Carella alza il telefono, chiama le redazioni dei giornali che vende, e si lamenta. Di qualsiasi cosa. Del traffico, del degrado, degli schiamazzi, dei lavori in corso…

Ora che via S.Vitale è chiusa per i lavori del Civis si è scatenato: il suo partito e qualche comitato gli hanno addirittura convocato un presidio davanti all’edicola, e gongolante si è dato agli onori di casa intrattenendo giornalisti e politici presenti (perché, a parte qualche attivista di partiti e comitati, di commercianti e cittadini non se ne sono visti). Apprendiamo dal Corriere che il Carella, giornalaio evidentemente poco amante della solitudine, fa ora gli onori di casa anche in altre occasioni: ogni tanto chiama gli amici (manco a dirlo, su facebook), e gli amici accorrono con vivande, sedie e tavolini e si inventa pic-nic tra amici sull’asfalto, con vista cantiere. Non manca la caratterizzazione anti-degrado: «Se ci siamo noi non vengono delinquenti, vandali e incivili».

E che sorta di amici avrà mai l’edicolante pidiellino? Se state pensando male, avete indovinato. Spiega il Carella al cronista del Corriere, «Siamo tutti persone di destra e non ci manca l’ironia»: ed ecco che i convivi, sul social network, assumono nomi fascisteggianti come «Coco-Camerata» e, rifacendosi a un fumetto del ventennio, «Pancetta nera».

Commenta il blog Staffetta: «Svanito il sogno romano dell’Impero, perdute le baionette, si passa alle alacri forchette antidegrado. Il manipolo d’arditi elegge a desco il suolo stesso dell’amata Patria vilipesa. Armati sol di posate e bavagli littori, i coraggiosi affronteranno a morsi crescentine, coppa e salamino. Molti rutti, molto onore! Un mascarpone? Guai però a chiamarlo dessert. Solo felsinee parole vivifichino il ritorno dei biassanot. Caffè? Me ne frego!»

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