Editoriale / Graffitness?! Mo ande’ ben a caghèr tòt quant!


Il comune commissariato, non pago di aver convinto i cittadini a pulire i graffiti gratis, si inventa la ritinteggiatura ginnica. E la crisi avanza

23 giugno 2010 - 22:30

Qualche tempo fa ci eravamo convinti che con Delbono fotografato dai giornali in tenuta da imbianchino mentre goffamente mima la ritinteggiatura di un muro sul tormentone graffiti si fosse raggiunto l’apice del ridicolo.

Ci sbagliavamo.
Ricapitoliamo. Di fronte all’evidenza che pagare qualcuno per cancellare tutti i graffiti di Bologna sarebbe stato una spesa insostenibile per le casse comunali, la nostra pragmatica reggente ha ben pensato di far fare il lavoro gratis ai bolognesi, promossi sul campo a volontari del decoro, mediatizzando la cosa quanto basta perché l’Ascom e altri ritenessero proficuo sponsorizzare l’iniziativa fornendo pettorine fluo col proprio logo. In attesa che si subappalti gratis all’entusiasmo dei cittadini anche qualche altra funzione comunale, registriamo la spassosa piega presa oggi dalla campagna per i muri puliti, con l’annuncio di -tenetevi forte- “Graffitness”.

Venerdì alle 18.30 al Mazzini, in via Dagnini, l’ormai consueta ritinteggiatura in compagnia sarà accompagnata infatti dai trainer della Uisp, impegnati a spiegare i migliori movimenti da fare per abbinare ripulitura e esercizio fisico. Esercizio fisico che sarà infine del tutto vanificato da un lauto aperitivo fornito da Ascom, alle 20.30. L’iniziativa prevede altre quattro repliche nelle prossime settimane.

Tra gli sponsor di Graffitness non poteva mancare il comico Vito, che lamentandosi delle scritte sotto casa sua, ha argutamente commentato: “L’arte e’ una cosa, le cazzate senza senso fatte sui muri un’altra” Giuriamo che è tutto vero, non ci stiamo inventando nulla.

Lo scriviamo da mesi. Mentre a Bologna fabbriche e aziende chiudono, i lavoratori restano disoccupati, i disoccupati vengono sfrattati, gli sfattati rischiano di restare per strada, le scuole restano senza soldi e senza docenti, i migranti perdono i lavoro e diventano all’improvviso clandestini, i clandestini finiscono nei Cie prima e sugli aerei della frontex dopo… l’amministrazione commissariata e buona parte dell’informazione continuano a masturbarsi sui graffiti e sui writers, fino a raggiungere il grottesco.
Lo scriviamo da mesi e ci stiamo pure un po’ stufando, quindi questa volta azzardiamo una sintesi, e ci si perdoni il linguaggio diretto: Mo ande’ ben a caghèr tòt quant!
(…il che, per altro, fa bene quanto il fitness)

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati