Editoriale / “Dura più un happy hour in via delle Moline che uno sciopero generale della Cgil”


Braccia incrociate per sole quattro ore e bisognerà aspettare il 6 maggio. Una scelta che sa di sciopero più che altro “elettorale”, calibrato sulle vicine amministrative.

08 marzo 2011 - 18:41

Potrebbe essere l’editoriale più corto della storia di Zic. Perchè, in fondo, basta la frase scelta per il titolo. Da qualche giorno rimbalza su Facebook. L’ha scritta un precario che la sa lunga. Alla fine, come abbiamo già avuto occasione di scrivere, i vertici del più grande sindacato italiano hanno partorito un topolino. La richiesta di convocare uno sciopero generale ha preso corpo e voce in centinaia di piazze e luoghi di lavoro, ma la scelta dei vertici Cgil si limita ad un’astensione di sole quattro ore (a parte Flc, Fp, Slc, Filcams e forse Fiom, che sciopereranno tutta la giornata).

Per di più, per lo sciopero bisognerà attendere fino al 6 maggio: non sarà che a dettare questa scelta è stata l’esigenza di dare una mano al centrosinistra nelle elezioni  amministrative che ci saranno pochi giorni dopo, piuttosto che le indifferibili  istanze di milioni di lavoratori, disoccupati, studenti e famiglie? Le amministrative ci saranno anche per Bologna. E anche a Bologna occorrerà fare in modo che lo sciopero non sia elettorale ma vero, capace di colpire nel segno e produrre conflitto. L’happy hour? Facciamo un’altra volta.

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