Editoriale / Comune, una commissione per (non) parlare di dormitori e centri diurni


Scene da teatro dell’assurdo a Palazzo D’Accursio: la commissione Sanità e Politiche sociali si riunisce per discutere del bando per la gestione di dormitori e centri diurni, fermo da mesi, ma da regolamento non può parlarne.

19 luglio 2011 - 18:21

Lo scorso gennario l’Asp Poveri vergognosi ha emesso un bando per l’affidamento della gestione di alcuni dormitori, centri diurni e appartamenti protetti di Bologna. Da allora, tra ricorsi al Tar ed annullamenti vari, la situazione si è notevolemente ingarbugliata tanto che a maggio l’Asp ha dovuto pubblicare una nuova gara. E, nel frattempo, è rimasto di fatta bloccata un’operazione dai profondi risvolti sociali.

Per parlare di tutto queste, stamattina in Comune era convocata una seduta della commissione Sanità e Politiche sociali. I consiglieri comunali sono rimasti seduti sì e no per un’oretta, limitandosi a sfiorare l’argomento per poi aggiornare i lavori e rimandare tutto ad una prossima occasione. Perchè? Il regolamento comunale impedisce di parlare di un bando mentre questo è ancora aperto. Non si capisce, allora, perchè sia stata convocata e si sia riunita una commissione che non poteva affrontare l’argomento che costituiva la ragione della convocazione stessa. I gettoni di presenza, intanto, risultano regolarmente assegnati ai consiglieri che hanno preso parte alla (non) commissione.

Il bilancio che si può trarre da questo ennesimo episodio paradossale è semplice: il welfare cittadino continua a scivolare sempre più verso il basso, ma in Comune si continua a perdere tempo in chiacchiere. Anzi, in questo caso, neanche quelle.

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