Editoriale / Caro Giorgio, che giorno perfetto…


Arriva il presidentissimo. Sventolino le bandierine. Niente sia fuori posto. Nulla faccia pensare che quacosa non va. Nulla ricordi a nessuno che, subito dietro i muri imbiancati di fresco, ci sono perfino tracce di realtà.

27 gennaio 2012 - 17:59

Un elenco delle “magagne” attribuibili al presidente della Repubblica lo ha fatto chi si sta preparando alla contestazione che lo accoglierà a Bologna: dalla creazione dei Cpt alla guerra in Libia, fino alla nascita del Governo delle banche guidato da Mario Monti, ce n’è abbastanza per infrangere la teca di intoccabilità che sembra avvolgere la figura di Giorgio Napolitano. Ora però sulle spalle del presidente piomba un’ulteriore responsabilità, indiretta ma gravissima: aver riaperto in città il solito, immarcescibile e melenso dibattito sui graffiti. No, questo no. Questo è veramente troppo.

L’arrivo di un presidente, la paludata inaugurazione dell’anno accademico, politici in gran tiro… Insomma, lustrini a quintalate: occasione troppo ghiotta perchè qualche quotidiano cittadino non ne approfittasse per riattivare una delle più classiche tra le discussioni inutili che ciclicamente si ripropongono sotto le Due torri. Magari il giornale in prima fila è cambiato, ma la retorica è sempre la stessa. Declinata, in questo caso, secondo una “esigenza” infiocchettata di tricolore: venga ripulito il percorso che il presidentissimo effettuerà in città per i suoi spostamenti, non sia mai che veda tracce del famigerato “degrado”. Il Pdl ci mette del suo, il sindaco Merola promette con passione: “Puliremo per Napolitano”. Bene, buon lavoro.

Però, se proprio il raptus da spolverata presidenziale è irrefrenabile, facciamo almeno le cose per bene. Rapidamente, perchè da qui a lunedì non c’è molto tempo per nascondere ogni migrante sgradito in via Mattei, ogni precario in agenzia interinale, ogni cassintegrato chiuso in casa e ogni sex worker sfruttata in casa chiusa. Quel giorno sia tutto in ordine, tutto felice, tutto scintillante. Un giorno perfetto. Che il presidentissimo non scorga muri scrostati nè crepe sociali. Arrivi alle sue orecchie una musica dolce, che gli dimostri quanto grazie a lui non stiamo pagando alcuna crisi, resistiamo e andiamo avanti… “Oh it’s such a perfect day, I’m glad I spent it with you. Oh such a perfect day, You just keep me hanging on, You just keep me hanging on…”. Sarà così?

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