E vennero le “Padanine”, sessismo da campagna elettorale


In tema di sfruttamento del corpo femminile, non c’è limite al peggio: lo dimostra un manifesto elettorale della Lega nord, affisso a Bologna in vista delle prossime regionali.

08 marzo 2010 - 10:38

Immag0082A fine marzo si vota per la presidenza della Regione e i muri di Bologna hanno cominciato a riempirsi dei soliti volti sorridenti, affiancati da slogan più o meno originali. Tra i primi manifesti affissi, però, ne spicca uno. Per maschilismo. Ritrae tre giovani ragazze, abbracciate e ammiccanti. Il simbolo è quello della Lega nord. Invita a votare “Mambo”, che sarà il nome abbreviato del committente, tal Marco Mambelli, candidato alle regionali con il Carroccio. Uno che, per capirci, fa iniziare la biografia pubblicata sul suo sito con questa frase: “Da sempre vicino per idee e pensieri alla Lega Nord ed alle iniziative che il movimento ha promosso, tra cui MISS PADANIA”. Il maiuscolo non è di Zic, lo ha messo Mambelli. E per non sbagliare, in angolo si può leggere che le tre ragazze sarebbero le “Padanine”. Detto per inciso, la somiglianza del manifesto leghista con quello con le “Fantastiche 4” dell’Università di Bologna è inquietante. Anche se a Mambo, almeno, bisogna dare atto di aver evitato le tutine aderenti.

Immag0083La scelta di un manifesto del genere la dice tutta sul modello sociale e culturale che un partito come la Lega può proporre. E’ noto, dopotutto, che il quoziente intellettivo di un leghista medio è pari a quello di un’ampolla d’acqua del Po (sversamento di gasolio annesso). Non c’è tanto da meravigliarsi, dunque. Sarebbe interessante, però, sapere che ne pensano le tante esponenti del centrodestra che si ergono a paladine della parità di genere nella aule istituzionali. Ma da quelle parti, si sa, oltre il patetico concetto di quote rosa si fa fatica ad mandare. Intanto resta la squallida iniziativa elettorale di chi, per una poltrona in Regione, non si fa problemi a mettere in vetrina il corpo femminile e sperare che l’inarrestabile processo di fusione tra teatrino della politica e Grande Fratello non tradisca proprio lui, quello di MISS PADANIA scritto in maiuscolo. Resta una curiosità. Non ci sarà anche un altro motivo che avrà spinto Mambelli a mettere sui manifesti la faccia di qualcun’altro, invece che la sua? Nell’espressione intelligente immortalata nella foto a fianco, forse, la risposta.

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