Dopo l’occupazione “il liceo artistico non si ferma”


Questa mattina corteo ed assemblee in piazza, dopo l’occupazione terminata ieri mattina. Durissima presa di posizione da parte del preside.

18 novembre 2010 - 16:11

La protesta del liceo artistico di Bologna continua, nonostante ieri sia terminata l’occupazione scattata lunedì in vista della giornata di mobilitazione del 17 novembre.  Molti degli studenti dell’Arcangeli lo hanno dimostrato questa mattina: si sono rifiutati di entrare a scuola, hanno effettuato un picchetto e poi un corteo fino a piazza Santo Stefano. Lì hanno svolto una prima assemblea, prima di spostarsi in piazza Maggiore per esporre striscioni (come “L’artistico non si ferma”) e cartelli dando vita ad un secondo momento di confronto. Gli studenti che avevano promosso l’occupazione, quindi, assicurano che la protesta andrà avanti e replicano al preside, che ieri ha pubblicato una durissima presa di posizione nei confronti dell’occupazione. “Ho dovuto provvedere alla conclusione dell’occupazione”, ha scritto il preside sul sito della scuola, “a causa di furti, effrazioni, danneggiamenti e vandalismi”, degli atti “criminali” per “migliaia di euro” di danno economico. Anche a Zic, ieri, è arrivata la lettera di un lettore, un insegnante del liceo artistico, che ha lamentato danneggiamenti e furti: “Chi attua vandalismi dentro la scuola pubblica è -lo voglia o no- un alleato della Gelmini e del centrodestra, non un suo antagonista”, ci ha scritto.

Che siano stati almeno un furto e dei danneggiamenti, in effetti, lo confermano anche gli studenti protagonisti dell’occupazione, che però assicurano: le condizioni per continuare l’occupazione c’erano. Una studentessa dell’Arcangeli riferisce di un computer rubato, due distributori automatici danneggiati (“Ma sono assicurati”) insieme ad un banco ed un tavolo. I primi problemi si sono verificati nel corso della prima notte di occupazione. “Ammettiamo problemi organizzativi interni- spiega la studentessa- la sicurezza non ha tenuto e abbiamo avuto difficolta’ a far uscire delle persone che erano venute da fuori”. La mattina di martedi’, pero’, “un gruppo di noi ha ripulito tutto e la scuola e’ tornata come nuova”. Alcuni problemi si sono ripetuti anche nella notte successiva “ed eravamo pronti a riorganizzarci”, continua la studentessa. “Sarebbe bastata un’ora per ripulire di nuovo” e quindi “si poteva  tranquillamente continuare con l’occupazione”. Inoltre, se a spingere il preside fossero stati davvero questi problemi allora  “lo sgombero ci sarebbe stato gia’ martedì”, dopo la prima notte.

Gli ex occupanti, in ogni caso, sono determinati: “Andremo avanti insieme alle altre scuole”. Il prossimo appuntamento è per domani alle 14.30, all’uscita dalle lezioni, per un’assemblea in cui decidere il da farsi (si pensa ad esempio ad una protesta creativa per sabato).  Per quanto riguarda i danni e i furti, gli studenti non escludono di provvedere direttamente ad una forma di risarcimento. “Ne discuteremo domani pomeriggio”, spiegano.

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