“Dissentire non è reato, non ci fermerete mai!”


I comunicati di Bartleby, Cua, Crash e Tpo sulle misure cautelari che ieri mattina hanno colpito sette manifestanti che un anno fa contestarono Maroni. Solidarietà da Vag61, Sinistra Critica e Nodo sociale antifascista.

22 settembre 2010 - 14:30

Dissentire non è reato!

Questa mattina la Digos di Bologna ha notificato a diversi attivisti provvedimenti contro le libertà personali. Si tratta di 6 obblighi di firma giornalieri e un arresto domiciliare.

Tutto questo avviene ad un anno di distanza dal 28 settembre scorso quando in tanti e tante scendemmo in strada per gridare tutto il nostro sdegno contro la presenza in città del ministro leghista Roberto Maroni. Ministro invitato dall’Università di Bologna a partecipare ad un seminario sulla tessera del tifoso: il tutto con adeguato riconoscimento di crediti da parte dell’Alma Mater. Sinceramente cosa ci sia stato di istruttivo in quel seminario ancora ci sfugge!

Maroni per noi è semplicemente il ministro del “pacchetto sicurezza”, dei respingimenti in mare e dei campi di concentramento per migranti nel deserto libico. Lo stesso ministro facente parte di un partito, come la Lega nord, che da anni ormai fa dell’odio e della paura per il diverso la propria bandiera politica. Maroni era ed è un ospite assolutamente sgradito a Bologna.

Proprio per questo centinaia di studenti, attivisti dei centri sociali e delle associazioni antirazziste, singoli cittadini decisero di contestarne la presenza.

Come studenti di questa università più volte chiedemmo di poter entrare nella sala nella quale si svolgeva il seminario per prendere parola contro le politiche razziste e xenofobe portate avanti dal ministro e dal suo partito. Cercammo di entrare con dei canotti, proprio a simboleggiare la nostra vicinanza a quelle decine di migranti che ogni giorno rischiano la vita in mare, respingimenti e deportazioni solo per poter sperare in un futuro migliore. Ricevemmo in cambio cariche brutali e spropositate da parte della polizia, evidentemente particolarmente zelante nel difendere chi ogni mese versa loro lo stipendio!

Gli studenti universitari e Bologna tutta dimostrarono che il dissenso e l’indignazione si possono e si devono mettere in campo di fronte a una presenza di questo tipo. In tanti e tante provammo ad entrare in quella sala!

Oggi la notizia di queste misure restrittive giunge come un vero e proprio atto punitivo e persecutorio. Evidentemente alla Questura e alla Procura di questa città il dissenso crea fastidio! Noi non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza ogni volta che ce ne sarà bisogno. Perchè, piaccia o non piaccia, anche questa è democrazia! Anche “respingere” chi, come Maroni, deporta e mette a repentaglio la vita di centinaia di migranti.

Agli studenti e agli attivisti colpiti da questi spropositati provvedimenti penali va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

Non ci fermerete…

Invitiamo tutti a partecipare alla conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 16:00 in via zamboni 38.

Bartleby_spazio autogestito

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Non ci fermerete mai!

Questa mattina un’operazione pesantissima della Digos di Bologna ha portato all’emissione di misure cautelari (fra cui un arresto domiciliare) nei confronti di sette attivisti bolognesi.
L’accusa è quella di aver partecipato alla contestazione della presenza del ministro Maroni all’interno dell’università di Bologna, il 28 Settembre 2009.
Quel giorno furono centinaia e centinaia gli studenti dell’Onda e gli attivisti antirazzisti che ritennero inaccettabile la presenza all’interno delle aule dell’ateneo del ministro leghista, simbolo delle politiche razziste e xenofobe, una delle facce peggiori di questo governo.

I gommoni che aprivano il corteo, per ricordare le pesanti responsabilità di Maroni sui respingimenti e sull’omicidio costante e la reclusione dei migranti, volevano poter entrare nell’aula in cui si teneva la conferenza in questione, ma furono respinti dalle cariche della celere.

Continuiamo a ribadire che è legittimo e giusto esprimere forme di contestazione e dissenso verso chi porta avanti progetti di società razzista ed intollerante.

Continuiamo a ritenere l’università un luogo in cui debba esprimersi liberamente la cultura ed i saperi (e dunque anche del dissenso), e dove la presenza di soggetti quali il ministro leghista risulta semplicemente incompatibile.

Ribadiamo che è stata dunque legittima, giusta e necessaria l’espressione critica di opposizione e dissenso di quella giornata, e che essa si ripeterà ancora qualora i vertici universitari dovessero riproporre un simile provocatorio invito.

Non possiamo non sottolineare che la scelta dei tempi (un anno dopo!) rende evidente la volontà tutta politica nell’emissione di questi inaccettabili ed insensati provvedimenti cautelari.

Non possiamo che esprimere il massimo della nostra solidarietà e del nostro sostegno verso i 7 inquisiti, chiedendo l’immediato ritiro dei provvedimenti.

Liber* tutt*!
Non ci fermerete mai!

C.U.A. Collettivo Universitario Autonomo

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Lo faremo ancora, lo faremo di più

La nostra solidarietà va ai compagni che ieri sono stati colpiti dai gravi provvedimenti repressivi del pm Tampieri di Bologna, ma poi, veloce arriva nelle università e negli istituti superiori già in lotta e in fermento, continua puntando ai cancelli delle fabbriche, passa per le battaglie degli aquilani, raggiunge le coste della Calabria e della Sicilia contro il ponte di Messina, e dalle altezze delle valli ribelli e libere della Val Susa del movimento NoTav la nostra solidarietà militante e intransigente raggiunge altre mete e si carica dell’energia politica della contrapposizione e dell’antagonismo globale, dalla fortezza Europa fino ad ogni Sud che si solleva contro la brutalità del sistema della crisi internazionale, la nostra solidarietà non ha frontiere!

E’ questo il nostro mondo, da qui veniamo e qui restiamo e non c’è provvedimento repressivo e criminalizzatore, per quanto spropositato e puntuale che ci farà arretrare di un solo passo. E’ impossibile indietreggiare visto che alle nostre spalle e al nostro fianco c’è un mondo in rivolta che spinge in avanti e contro il sistema della crisi internazionale, e che già coopera nella costruzione di un altro territorio, libero e autonomo, e dai profili ancora indescrivibili, perché fuori da ogni vostra logica di potere e apparato di cattura i bisogni e i desideri che lo agitano.

Abbiamo fatto bene a contestare il ministro Maroni, lo faremo ancora, lo faremo di più. Giusto e legittimo sollevarsi contro la presenza in città di quel farabutto leghista, artefice politico del sistema che affoga in mare o fa ardere nel deserto migliaia di uomini e donne colpevoli di cercare in Italia o in Europa un futuro che in Africa e altrove altri criminali globali gli hanno sottratto.

Lo faremo ancora e lo faremo di più perché è giusto e legittimo contrapporsi alla cricca del Papi d’Italia, e lottare perché se ne vadan via tutti e non ne resti più nessuno a far funzionare il sistema della crisi. Ci opporremo con forza e intransigenza al fianco dei poveri e dei nuovi poveri che iniziano ad armarsi di coscienza e a capire che è arrivato il momento di costruire altri e potenti “NO” contro la crisi, contro la precarietà e la devastazione dell’ambiente e di una qualità della vita che forse già non merita più di essere chiamata tale.

Può sembrar retorico ripetere che “lo faremo ancora, lo faremo di più”, ma val bene essere chiari e realisti perché lo dobbiamo al nostro mondo: questi provvedimenti repressivi, queste intimidazioni politiche che vorrebbero attaccare il protagonismo e le possibili intese sociali tra movimenti, gruppi, e passioni in lotta qui a Bologna non centrano il loro obiettivo!

Continueremo a scrivere la nostra agenda di lotta, ad essere presenti nella battaglie sociali e a costruire antagonismo e contrapposizione, con forza continueremo ad aprire spazi pubblici politici di protagonismo e antagonismo sociale accoglienti per tutti e tutte quell* che sanno di essere nel giusto nella lotta contro la crisi e la cricca che ci specula e la governa, a Bologna, in Italia e altrove.

Se pensano di distrarci e occupare la nostra attenzione tra tribunali e udienze mentre si sbattono mostri in prima pagina sui giornali hanno capito male! Al vostro discorso tetro e marcio che parla solo il linguaggio della brutalità e della sottrazione di libertà, che scaraventa la violenza delle vostre leggi e della vostre carceri contro i deboli e i poveri, noi preferiamo le lotte e il sole che le scalda, noi preferiamo essere sempre e ancor di più in prima fila contro Maroni, il governo Berlusconi e i padroni della crisi.

Non abbiamo tempo per voi perché siamo troppo occupati nel fare il lavoro più bello e giusto: creare-organizzare autonomia e aprire spazi di libertà!

Come piqueteros argentini saremo nelle piazze e nelle strade della città portando il rumore della contestazione, portando il blocco metropolitano che inverte la circolazione della merci in circolazione di lotte, portando una comunicazione semplice e chiara dalle battaglie contro la crisi: “che se ne vadan tutti e non ne resti più nessuno!”.

Come wobblies correremo veloci la dove la lotta lo chiede, siano corse brevi per raggiungere la piazza che protesta o la fabbrica dai cancelli chiusi per i picchietti operai, siano lunghe marce verso gli appuntamenti internazionali dei movimenti in lotta contro l’austerità e la crisi.

Come antagonisti d’oggi, partigiani della libertà, saremo tutto, perché quando ti tolgono fin l’ultima goccia di sangue per le loro speculazioni c’è bisogno d’essere chiari ed espliciti: “noi la vostra crisi non la paghiamo più! Vogliamo tutto!”.

Rinnovando la solidarietà ai compagni inquisiti dal pm Tampieri rilanciamo il nostro percorso di lotta che si arricchirà di tappe importanti come la manifestazione contro il piano europeo dell’austerità di Bruxel e la manifestazioni del 16 ottobre di Roma indetta dalla FIOM in cui anche il discorso della precarietà diffusa avrà il suo megafono.

Intanto aumenta il movimento perché aumenta la crisi al fianco dei compagni inquisiti continueremo a contestare, contrapporci e lottare per farli andar via tutti e non farne restare neppure uno. Via le cricche del potere! Un fumogeno li seppellirà!

Laboratorio Crash!

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DISSENTIRE NON PUò ESSERE REATO


Un anno fa Maroni veniva nella nostra città per partecipare a un dibattito
sulla tessera del tifoso, invitato dall’Università di Bologna.

Siamo scesi nelle strade della città per dirgli a chiare lettere che lui non
è un OSPITE gradito, perché ordina i respingimenti dei profughi verso i campi
di concentramento nel deserto libico e ha reso legale, istituzionalizzandole,
le politiche razziste e xenofobe della Lega Nord.
Maroni è l’inventore del “pacchetto sicurezza”, delle ronde e della “tessera
del tifoso”: costanti somministrazioni di paure e dispositivi di controllo.
Quel giorno insieme a tant@ abbiamo messo in gioco i nostri corpi per dire
che noi non solo siamo contro tutto questo, ma vogliamo costruire una una
società che non respinge, che non denuncia, che accoglie, che non ha paura
del diverso.
Evidentemente alla Questura e alla Procura tutto questo non piace e oggi
combina misure restrittive della libertà nei confronti dei nostri fratelli.
Lo diciamo chiaramente: non solo pensiamo che sia giusto oltre che necessario
fare quello che è stato fatto, ma i nostri corpi, ora più che mai,
continueranno a immaginare un’altra idea di società.

Cs TPO

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Respingere Maroni: giusto e necessario

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai sette compagni che oggi, ancora una volta, hanno subito sulla propria pelle i deliri persecutori in cui da anni si destreggia la Procura di Bologna. Contestare il ministro Maroni, un anno fa, è stato semplicemente giusto e necessario. Le recenti dichiarazioni di Maroni, secondo il quale se una nave è piena di “clandestini” allora la si può  tranquillamente mitragliare, dimostrano che le ragioni di quella protesta permangono ed anzi, oggi, sono ancora più forti. Dimostrano che il  “fenomeno Lega” di cui piace blaterare ai giornali non consiste in analisi socio-politiche da quattro soldi o in qualche siparietto da avanspettacolo del figlio di Bossi: al “fenomeno Lega”, anche e soprattutto se si presenta in doppiopetto istituzionale, bisogna opporsi perchè è fatto di razzismo, xenofobia e -come vediamo oggi- persecuzione di ogni forma di dissenso.

Vag61 – Spazio libero autogestito

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Sinistra Critica è totalmente solidale e accanto agli attivisti dell’Onda e dei Collettivi Universitari che si sono visti restringere la propria libertà a seguito della giusta manifestazione del dissenso contro la sgradita presenza del poco on. ministro leghista Maroni.
Sappiamo bene come è andata.
Materassini di gomma contro manganelli, corpi contro scudi, volontà di esprimere le proprie idee direttamente al Ministro contro divieti e zone rosse, centinaia di donne e uomini di questa città contro la repressione.
Questo è quello che è avvenuto un anno fa.
Tutto ciò è diventato, nell’impianto persecutorio che oramai sembra essere il dna di larga parte della Procura di Bologna, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, porto di
oggetti atti a offendere e manifestazione non autorizzata.
Notiamo inoltre la “strana” tempistica di questi provvedimenti che arrivano subito dopo il presidio che ha fatto scappare la Gelmini e subito all’inizio di un Anno Accademico che si sta preannunciando carico di volontà di lotta all’Università come in tutto il ciclo della formazione.
Forse si è applicata la regola del “colpirne uno per educarne cento”?
Non possiamo che ripetere a lorsignori che le persecuzioni e la repressione non ci renderanno mai come vogliono loro: rassegnati e impauriti.
Le nostre vite valgono più dei loro profitti e delle loro persecuzioni.
Liber* tutt*, liber* subito!

Sinistra Critica Bologna

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Solidarietà a studenti e precari colpiti dalle misure cautelari per il corteo del 28 settembre 2009

Un ministro degli Interni razzista e fascista. Qualche centinaio di studenti e precari che sfilano pacifici. Uniche armi: la propria voce un paio di fumogeni, un materassino, un canotto gonfiabile, tutti simboli per protestare contro le politiche criminali del governo, contro i respingimenti e le deportazioni.
Maroni era in S. Lucia, il corteo da via Farini doveva entrare in via cartolerie. Niente da fare, lì c’era il cordone di poliziotti e sono subito partite le solite, ormai rituali manganellate. Le stesse che colpiscono ormai settimanalmente lavoratori in cassa integrazione, disoccupati, immigrati.
Ma non finisce qui. Perché dopo un anno, proprio quando la scuola e l’università sono nuovamente sotto attacco, e quando studenti, precari, genitori mostrano con grandi o piccole lotte di non essere disposti a rinunciare al proprio futuro, arriva la repressione. Non le le “solite” denunce, ma un passo ulteriore: obbligo di firma e domiciliari, la privazione della libertà. Solo per avere dimostrato il proprio dissenso, scendendo in piazza. Ci vorrebbero davvero ubbidienti, remissivi, ma hanno sbagliato i conti. Ci avranno sempre più convinti delle nostre agioni.

Allarghiamo la solidarietà e la protesta.

Nodo Sociale Antifascista – Bologna

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