“Difendere la vittoria referendaria”, in piazza contro la privatizzazione dell’acqua


Il comitato bolognese per l’acqua bene comune ha indetto un presidio davanti alla prefettura in Piazza Roosvelt mercoledì 18 gennaio 2012 ore 17.30

13 gennaio 2012 - 18:08

> I comunicati:

A Bologna presidio davanti alla Prefettura per difendere la vittoria referendaria e la volontà di 27 milioni di cittadini contro il tentativo del governo Monti di rilanciare la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali.

No allo scippo della vittoria referendario del 12 e 13 giugno 2011
No alle privatizzazioni, per una gestione dell’acqua pubblica e partecipata

Mercoledì 18 Gennaio 2012 alle ore 17.30 in piazza Roosvelt, davanti alla Prefettura di Bologna
Per manifestare contro il tentativo del governo di procedere alla completa cancellazione del risultato referendario del 12 e 13 giugno 2011.
Nel corso del presidio il comitato chiederà di essere ricevuto dal prefetto.

Si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Comitato Bolognese per l’acqua bene comune

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APPELLO

“GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”


Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale
e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.  

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democraticacome base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democraziail precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato. 

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo
italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi
di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.


L’acqua non è una merce, ma un bene comune
che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa. 

Chiediamoa tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamoalle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

 
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua</div>

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