Nuovo ddl Gelmini: ricercatori solo a termine


Nuove regole in vista per le Università italiane che la Gelmini vuole trasformare in vere e proprie aziende. E spunta la meritocrazia.

24 ottobre 2009 - 00:09

Il ricercatore universitario sarà solo a tempo determinato: questa una delle principali novità contenute nel nuovo ddl Gelmini.
I ricercatori, infatti, potranno accedere esclusivamente a contratti di tre anni, rinnovabili, eventualmente, di altri tre anni. Al termine dei primi tre anni l’ateneo può assumere il ricercatore come docente. Le novità non si fermano però alla figura del ricercatore ma investono anche quella dei professori, ordinari e associati, infatti essi dovrenno avere un abilitazione nazionale di durata quadriennale, che verrà assegnata basandosi sulle pubblicazioni del docente, le quali verranno giudicate da una commissione di cosìddetti esperti. Gli abilitati potranno  partecipare ai concorsi di ateneo. Ricercatori, docenti ma anche Rettori che non potranno rimanere in carica per più di due mandati e che non saranno più eletti da tutte le componenti universitarie ma solo dal voto dei docenti.
Inoltre non ci potranno essere più di 12 facoltà per ateneo, con possibilità per atenei vicini di dar vita a federazioni ed evitare così smembramenti. Previsto nientemeno che un fondo per gli studenti universitari che verrà dato sotto forma di borse e buoni studio, attenzione però un fondo non a disposizione di tutti gli studenti ma solo di quelli più meritevoli.
Poi ancora: spazio al “prestito d’onore” agli studenti e alle valutazioni di produttività dei docenti, ma soprattutto l’idea di modellare sempre di più l’Università a immagine di un azienda, poichè gli atenei dovranno dimostrare di produrre risultati proporzionali agli investimenti fatti (sia in termini monetari che di risorse umane) e se il bilancio di un ateneo è in perdita scatterà  una dichiarazione di dissesto finanziario, in questo caso si potrebbe arrivare anche al commissariamento.
Le universita’ avranno sei mesi per modificare gli statuti e allinearsi al ddl, dopo questo periodo è prevista una deroga di tre mesi, scaduti i quali gli atenei “non allineati” verranno commisariati.

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