Dax, ucciso perchè antifascista militante


Il 16 marzo di sette anni fa veniva ucciso, a Milano, Davide Cesare.

16 marzo 2010 - 20:44

Il 16 marzo 2003 due neonazisti del Quartiere Ticinese a Milano aggrediscono alcuni compagni. Alex rimane gravemente ferito. Dax invece muore. All’ospedale San Paolo dove Dax arriva oramai morente decine di carabinieri e polizziotti caricherà selvaggiamente i compagni accorsi. Nel 2009 con sentenze definitiva 2 compagni vengono condannati a 2 anni di reclusione.

Quello che segue è il racconto di un compagno:

La domenica sera per me è da sempre il momento più triste della settimana. Il week-end è agli sgoccioli e ci si appresta ad incominciare una nuova settimana di lavoro e alzatacce. Così anche quella maledetta domenica nessuno di noi voleva tornare a casa e puntare la sveglia. Del resto non era neanche mezzanotte. La notte, almeno lei, era ancora giovane. Non eravamo frequentatori abituali del Tipota. Quella sera decidemmo di berci l’ultima birra lì.

Tutto quello che arriva dopo è oramai entrato nella storia della città. 2 nazi-dementi che abitavano proprio sopra il Tipota decisero che quella era la serata giusta per provare i loro nuovi coltelli e il coraggio che thor o qualche loro strano dio o divinità gli aveva donato. Certo noi non siamo ragazzi da oratorio. In queste cose nn ci tiriamo certo indietro. Ma alla logica delle lame opponiamo da sempre quella delle mani. Ricordo la collutazione durata qualche minuto. Il rumore freddo delle lame.

Poi Dax si accascia. Le sue ultime parole: “Questa volta mi hanno fatto male..” Ti hanno ammazzato. E noi nn lo dimentichiamo. Noi non perdoniamo.

COSPIRARE VUOL DIRE RESPIRARE INSIEME

W DAX LIBERO E RIBELLE

Articolo di Elia (Reality shock) Padova:

Il ricordo della morte di Dax, a distanza di sette anni da quella terribile notte, non può non indurre ad una riflessione sulla pericolosità della destra radicale nel nostro Paese.
In quel 16 Marzo 2003 c’erano già, infatti, alcuni elementi che col tempo sarebbero divenuti ricorrenti quando non paradigmatici di molte altre vicende simili successive: una violenza, anche mortale, di matrice dichiaratamente fascista, le forza dell’ordine che rivolgono la loro azione repressiva esclusivamente contro l’antifascismo, una destra politica che copre banalizzando la gravità dei fatti e una stampa che stravolge, insabbia e sminuisce.

“Un alterco […], le forze dell’ordine che devono intervenire per calmare un gruppo di giovani aderenti ai centri sociali particolarmente esagitato”, potremmo trovare un elemento simbolico in queste parole contenute nella risposta che l’allora ministro Carlo Giovanardi diede in Parlamento, durante un question-time, ad una deputata dell’opposizione, qualche giorno dopo la morte di Dax.
Eh sì perchè di alterchi ce ne sono stati tanti in questi ultimi anni, decisamente troppi: il sito di contro informazione ecn.org/antifa ha contato, tra il 2005 ed il 2009, 416 casi di aggressioni fasciste (contro militanti di sinistra, migranti, omosessuali) e 191 incendi/atti vandalici contro luoghi ( sedi dell’Anpi, di partiti, centri sociali, moschee, campi rom), senza contare due ragazzi uccisi Renato Biagetti nel 2006 e Nicola Tommasoli nel 2008.

A questa violenza fascista di strada corrisponde poi una parallela effervescenza organizzativa di alcuni gruppi politici, soprattutto Casa Pound d’Italia, che hanno trovato, ormai, sicuro riparo e forza nel riassetto ideologico del PDL o, per restare al caso particolare di Milano, nelle parti più torbide della compagine leghista.

Ancora una volta insomma i fascisti si confermano utile manovalanza per la destra in doppiopetto contro le lotte sociali e facile strumento per veicolare, in tempi di crisi globale, negli ambiti giovanili: razzismo, gerarchizzazione sociale, autoritarismo e revisionismo storico.

(da Milanox.eu)

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