“Dalla parte degli accattoni”, campagna abbonamenti 2010 di Piazza Grande


Lettera ai cittadini di Bologna da Piazza Grande: “Abbonati per non chiudere la bocca al primo mensile di strada italiano, che da 15 anni la racconta dalla parte degli accattoni”.

25 dicembre 2009 - 12:30

pgAbbonati per non chiudere la bocca al primo mensile di strada italiano, che da 15 anni la racconta dalla parte degli accattoni: senzatetto, stranieri, disoccupati, precari, nuovi poveri.
Piazza Grande è un giornale d’inchiesta, che racconta in prima persona un’emergenza sociale, la paura e l’emarginazione, ma anche i riscatto, la speranza e la quotidiana lotta per la dignità.
Inutile girarci intorno: abbiamo bisogno di una mano. Un modo semplice ed effi cace per darcela è sottoscrivere un abbonamento annuale a Piazza Grande.
Non si tratta di una grossa spesa – 35 euro per i privati, 50 per enti e associazioni – ma di un’opportunità che ci dai per fare un buon giornale e per creare uno spazio di dibattito e partecipazione di cui Bologna ha davvero bisogno.
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intestato a: Associazione amici di Piazza Grande
Onlus — donazioni libere
causale: abbonamento giornale

> Lettera ai cittadini di Bologna

Riparte anche quest’anno la campagna abbonamenti 2010 del primo giornale
di strada italiano.

Come probabilmente saprete, siamo nati con lo scopo di sostenere le
persone senza fissa dimora nel disagio della vita di strada e nel
percorso di reinserimento sociale attraverso l’avvicinamento al lavoro.

L’atto costitutivo dell’Associazione, nel 1993, è stato la fondazione
del giornale di strada “Piazza Grande”, una pubblicazione mensile
originariamente redatta da un gruppo di senza dimora, ospiti di un
dormitorio bolognese. Il giornale raccoglieva contributi scritti e
grafici dai dormitori e dalla strada, in questo modo non solo riusciva
dare voce a donne e uomini costretti alla marginalità sociale, ma
forniva loro un’opportunità lavorativa, in quanto veniva venduto in
strada dagli stessi redattori.

Questa modalità di vendita e di attività editoriale realizza il modello
di intervento sociale proprio dell’Associazione: il sostegno attraverso
il *”mutuo-auto-aiuto”*, pratica che prevede il _coinvolgimento delle
persone senza fissa dimora nelle stesse attività destinate al
reinserimento_. In seguito alla nascita del giornale, l’Associazione ha
dato vita ad altri laboratori e servizi: officina di riparazione e
vendita di bici usate, sartoria e unità di strada nei quali sono
coinvolte persone senza dimora anche come coordinatori. Fare appello al
senso di responsabilità e alla capacità di auto-organizzarsi attraverso
il lavoro e la comunicazione sono gli strumenti più efficaci per
compiere passi decisivi verso un pieno reinserimento sociale. *Tornare a
essere cittadini portatori di diritti è il nostro scopo e queste
pratiche sono il nostro mezzo.*

Ora, il giornale è un mensile d’inchiesta con una redazione per la
maggior parte costituita da giornalisti e apprendisti, che tende a
migliorarsi ed aggiornarsi costantemente, ma riteniamo che l’idea che ci
ha accompagnati in oltre quindici anni di lavoro sia ancora decisamente
attuale. Se abbiamo avuto un merito, nel ’93, è stato quello di scorgere
i segni di un cambiamento nella composizione sociale della popolazione
che abita i margini. Già allora, la figura dei cosiddetti “senza dimora
per scelta” segnava il passo, in nome di nuove povertà, sempre più
diffuse, sfumate, articolate.

La crisi economica che investe il mondo, il nostro Paese e la nostra
città ha reso palese questo fenomeno: le fasce garantite si
assottigliano, oltre la soglia della povertà si affacciano figure
inedite. Ciò vuol dire _nuovi bisogni, nuove istanze, ma anche altre
difficoltà ad intercettarle, interpretarle e a trovare i mezzi adatti
per poterle soddisfare_. Non solo, come accade nei momenti di crisi, il
sentimento più diffuso verso la marginalità sociale è la diffidenza e la
paura. Se poi a questi fenomeni la politica risponde con leggi che
alimentano fobie e intolleranze, allora lo scenario diventa ancora più
complesso.

La risposta di Piazza Grande invece non può che essere l’impegno più
forte e declinato secondo le nuove realtà dell’esclusione sociale: donne
e uomini senza dimora che oggi vuol dire migranti, lavoratori
disoccupati, anziani espulsi dal mondo del lavoro, giovani dipendenti da
alcol o sostanze, disabili psichici.

Riteniamo che sia importante compiere uno sforzo maggiore in questo
momento, prima per imparare a conoscere soggetti e fenomeni nuovi e poi
per attrezzarsi e intervenire. La strada pare essere sempre più quella
del reinserimento attraverso l’attività, che sia produttiva, sociale,
artistica o comunicativa, e la partecipazione.

La pubblicazione del mensile è sostenuta per gran parte dalle quote
degli abbonati. Forma che consente d’altra parte una diffusione più
ampia, permettendoci di arrivare dove i nostri diffusori non possono
entrare, come appartamenti e uffici. Vi chiediamo pertanto di
partecipare a questa modalità di sostegno sottoscrivendo l’abbonamento,
rimanendo da un lato in contatto con questa parte della cittadinanza,
dall’altra di essere un esempio per il resto della collettività.
Sostieni Piazza Grande. Bologna ne ha bisogno.

Associazione Amici di Piazza Grande Onlus

Via Corazza 7/8, 40128, Bologna
Tel.051342328, Fax 0513370670, Cell.3939794642
Web:www.piazzagrande.it, Email:redazione@piazzagrande.it

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