Dal Teatro Valle: “L’Arcobaleno venga riaperto!”; Lucarelli: “Era meglio occupato” [comunicati in aggiornamento]


Si moltiplicano gli attestati di solidarietà ai devoti di Santa Insolvenza, che in conferenza stampa hanno spiegato le ragioni della rottura con il Comune

16 novembre 2011 - 17:02

E’ una richiesta ben precisa quella che arriva da chi da cinque mesi autogestisce il teatro Valle a Roma: “Chiediamo che il cinema Arcobaleno venga riaperto e torni ad ospitare proiezioni ed iniziative artistiche e culturali, nel cuore della città” (riportiamo qui sotto il comunicato integrale).

In conferenza stampa, intanto, gli ex occupanti del cinema tornano a sottolineare l’inutilità  dell’incontro avuto ieri sera con il sindaco Virginio Merola. “Non ci ha fatto nessuna proposta, solo vaghi intenti. Tutti nell’assemblea di ieri sera hanno rilevato la differenza di trattamento con l’altra occupazione”, spiega un attivista. “Oltre il danno la beffa”, rincara: “Merola ci ha detto ‘gli altri hanno trattato, voi non fate i cattivi’. Secondo un’altra Insolvente,  “è una scelta politica non voler dare legittimità a un movimento pubblico, aperto e vero. Probabilmente l’amministrazione ha avuto bisogno  di identificare pezzi di movimento compatibili e pezzi no.”

“Il sindaco, come gli assessori Frascaroli e Lepore, non sono stati in grado di cogliere la natura di questa occupazione – spiegano – che non è assimilabile a un centro sociale né riducibile agli spazi sociali a cui alcuni fanno riferimento. ”

Numerose nel frattempo cominciano a essere le prese di posizione contro lo sgombero. A parlare in conferenza stampa c’era anche Niccolò della facoltà di Lettere occupata, che si è detto solidale con i devoti di Santa Insolvenza sgomberati da Piazza Re Enzo mentre  su Facebook è arrivata anche  la solidarietà degli studenti del collettivo Cua. Tra i comunicati di solidarietà giunti, oltre al Teatro Valle,  quello dei “Draghi ribelli” e del libro-blog “La furia dei cervelli

Ma non sono solo i movimenti a contestare la scelta del sindaco di sgomberare il Community Center,  anche il noto scrittore Carlo Lucarelli, a margine di una iniziativa a Giurispridenza, afferma: “Una risposta ad un’occupazione non puo’ essere uno sgombero, ma una soluzione al problema che l’occupazione ha posto, si deve disoccupare perche’ quel problema e’ stato risolto”, e prosegue “un’occupazione propone quasi sempre un’esigenza, denuncia un problema, anche se e’ precaria e illegale. Quella dell’Arcobaleno, tra l’altro, migliorava la situazione dell’immobile occupato”.

Tra i partiti Sel, attraverso il consigliere comunale Copriani, dichiara: “Un’occasione persa per la citta’ che vede richiudersi le porte di un luogo storico del centro di Bologna, che grazie a questi ragazzi e’ stato riportato alla luce del sole”. Una occasione persa anche “per un dibattito pubblico fatto non solo della sterile polemica tra i partiti ma di iniziative, laboratori e assemblee sui temi dei saperi e della cultura, della crisi, dei beni comuni, della precarietà”. Secondo Cipriani, l’amministrazione “poteva prendersi qualche giorno in piu’ per avanzare una proposta di mediazione che potesse evitare l’intervento delle Forze dell’ordine”, inoltre i protagonisti delle occupazioni “meritano una risposta dalle Istituzioni che devono considerare le loro istanze come un problema di tutta la societa’ e non di ordine pubblico”. Solidarietà anche dal Prc e Laboratorio Sindacale Metropolitano.

Sui giornali locali invece desta curiosità che proprio la mattina dello sgombero siano apparsi sui tre principali quotidiani interventi e commenti che sottolineavano il valore e il portato emotivo della riattivazione di un cinema chiuso da 5 anni, con la proiezione del documentario ‘Old cinema’ e, la sera dopo, la “Nottte dei corti viventi”.

 

> I comunicati di solidarietà (in aggiornamento):

Come l’Arcobaleno: ne faremo di tutti i colori! – Solidarietà al Community Center Santa Insolvenza

Rosso è la passione del desiderio di trasformazione che ha dato vita al Santa Insolvenza Community Center.

Arancione è la vitamina del Coraggio di mettersi in gioco col corpo e con la mente per liberare uno spazio, occuparlo e riaprirlo alla città. Giallo è l’oro della ricchezza che Santa Insolvenza rivendica con le sue apparizioni. Verde la rabbia che la nostra condizione di vita sprigiona ogni giorno di più. Azzurro il cielo di chi sa muoversi con gioia e creatività. Indaco l’indefinito colore della produzione in comune di sapere, di pratiche e di cultura.Violetto l’orizzonte del futuro costellato di nuvole che i nuovi ministri chiameranno sacrifici e noi sappiamo essere sfruttamento, ricatto, povertà.

Di questi colori è il Cinema Arcobaleno, sgomberato perchè evidentemente troppo contraddittorio per avere il permesso di soggiorno in città. Ma la ricchezza di questa esperienza di occupazione non scompare certo con uno sgombero: molto ha seminato e non solo a Bologna!

Santa Insolvenza ha colpito nel segno perchè ha restituito alla città un prezioso luogo della cultura abbandonato dal suo privato proprietario e dalla sua gestione pubblica, facendolo vivere dalla collettività.

Ma Santa Insolvenza ha colpito nel segno anche perchè ha agito la crisi della rappresentanza, mettendo in pratica e così dimostrando quale sia l’unica risposta alla crisi: la cooperazione di corpi e menti che si mettono in gioco per sperimentare nuove forme di partecipazione, per concretizzare il diritto a non pagare un debito che non abbiamo contratto, per praticare la difesa e la gestione collettiva dei beni comuni. In crisi in questo caso ci è andato solo il sindaco Merola, trovandosi di fronte a un qualcosa che richiama troppo da vicino Zuccotti Park e Puerta del Sol nella sua città.

In un momento in cui tutto intorno al mondo, da Wall Street a Madrid, dalla Grecia a Tel Aviv si pratica la risposta al tentativo di imposizione di un nuovo modello di sviluppo fatto di erosione di welfare e diritti e dilagante povertà, è ancora più grave l’azione di sgombero predisposta da Merola.

Vicini agli occupanti del cinema e sicuri di nuovi miracoli!

Reality Shock – Padova

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Solidarietà al cinema Arcobaleno Occupato di Bologna dagli occupanti del Teatro Valle di roma

L’11 novembre a Bologna un corteo di 1500 cittadini giunto in Piazza Maggiore, si riappropria del cinema Arcobaleno di proprietà della MG Cinematografica. Un cinema che i privati proprietari tenevano chiuso da un decennio in attesa di un cambio di destinazione d’uso.

Questa mattina dopo un rifiuto del Sindaco Merola ad incontrare gli occupanti, per sentirne le ragioni e le proposte, il prefetto ne ha ordinato lo sgombero.

I lavoratori dell’arte, della conoscenza e dello spettacolo che da cinque mesi occupano il Teatro Valle per rivendicare in modo diretto ed autorganizzato i propri diritti, riaffermare la centralità della cultura e riappropriarsi dei beni comuni, gridano la propria solidarietà agli occupanti del cinema Arcobaleno.

In questi giorni di occupazione all’Arcobaleno, centinaia di giovani e cittadini bolognesi hanno partecipato a iniziative, laboratori e assemblee sui temi della cultura, della crisi, dei beni comuni, della precarietà lavorativa e di vita, e di una generazione che non si sente più rappresentata dalla politica, così come dalle forme classiche di organizzazione della rappresentanza sociale.

Le istituzioni dovrebbero rimanere in ascolto della volontà dei cittadini che dal basso evocano la rinascita di luoghi di confronto e il diritto di autorganizzarsi, anziché cancellare con uno sgombero il desiderio di partecipazione, nascondendosi dietro al dibattito sull’illegalità per eludere le richieste degli occupanti.

La chiusura dei cinema e degli spazi dedicati all’arte sta causando un tragico impoverimento culturale delle città, sottraendo posti di lavoro.

In questi cinque mesi al Valle occupato si sono tenute assemblee dedicate agli aspetti più critici dell’industria cinematografica, dalla produzione alla distribuzione alla crisi delle sale, con lo scopo di proporre un diverso modo di pensare e fare cinema, un’altra concezione di ricchezza che guardi alla qualità piuttosto che al profitto.

In questi ultimi anni il cinema di qualità è stato gravemente danneggiato dalla progressiva chiusura di sale per favorire la nascita di Multiplex, i giganti che possono raggiungere anche quindici schermi e i quattromila posti, legati a doppio filo con l’industria della distribuzione di massa, schiavi dell’imbuto che fa arrivare nelle sale sempre le solite pellicole, proiettando principalmente film commerciali.

La riapertura delle sale cinematografiche è indispensabile per riportare le produzioni verso le regie di qualità, le distribuzioni verso un’offerta plurale.

Gli occupanti del Valle chiedono che il cinema Arcobaleno venga riaperto e torni ad ospitare proiezioni ed iniziative artistiche e culturali, nel cuore della città.

Teatro Valle Occupato

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Esprimiamo solidarietà e vicinanza agli occupanti dell’ex cinema Arcobaleno sgomberati questa mattina all’alba.

Come Draghi Ribelli crediamo che le differenze espresse in questi giorni di mobilitazione siano una ricchezza per la nostra città. E’ ingiustificabile un atteggiamento manu militari da parte del sindaco Merola, che non è nè un drago né tantomeno un ribelle, ma anzi è complice di questo governo tecnico e della macelleria sociale che si a appresta a produrre e che per noi sarà terreno di lotta.

Chi sgombera non è un drago, i draghi conquistano spazi di confronto e discussione e li offrono alla città.

Li condividono con tutte e tutti coloro che sono contro la crisi e per la costruzione comune di un’alterrnativa.

Draghi Ribelli

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La furia dei cervelli in solidarietà del Community Center – ex-Cinema Arcobaleno di Bologna – sgomberato all’alba.

Il Community Center dell’ex-Cinema Arcobaleno di Bologna, con il Teatro Valle occupato e il Cinema Palazzo a Roma, sono le più avanzate conquiste del Quinto Stato che si ribella allo stato di eccezione dichiarato dagli Stati europei per affrontare la crisi dei debiti sovrani.

Il Quinto Stato – la condizione degli italiani, degli europei e dei migranti che non hanno cittadinanza, diritti, garanzie, giustizia – esercita il potere tribunizio riappropriandosi degli spazi, delle ricchezze dell’intelligenza diffusa, della vita saccheggiata dai bancarottieri, dai moralizzatori e dagli uomini della provvidenza o del rigore.

Moltiplichiamo gli spazi, la condivisione, la diffusione di una degna, felice e attiva vita in comune. Torniamo a vivere nelle nostre mille città, mobilitiamoci con i senza patria del Quinto Stato. Creiamo le nostre istituzioni che incarnano l’indipendenza, l’autonomia, la cooperazione. Strappiamo il nostro diritto al presente!

Siamo con voi e con tutte le occupazioni del Quinto Stato.

Chiuso uno spazio se ne apre un altro- Occupare tutto per liberare tutto

Omnia Sunt Communia – Roma-Bologna, 16 novembre 2011.

La Furia dei Cervelli

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Contro gli sgomberi! Come con Cofferati, così con Merola.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Bologna esprime la più netta condanna dello sgobero attuato questa mattina dalle forze di polizia contro i manifestanti pacifici che avevano creato all´interno dell´ex-cinema Arcobaleno il ” Community Center – Santa Insolvenza”.

Ribadiamo che coloro che rappresentano le istanze dei precari, degli studenti, dei migranti, dei lavoratori e delle differenze, soprattutto in tempo di crisi, in questa città debbano poter trovare ascolto e luoghi dove potersi esprimere.

Auspichiamo che la Giunta e il Sindaco cambino immediatamente atteggiamento e che si possa aprire un reale tavolo di trattativa.

Partito della Rifondazione Comunista – Bologna

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Nella giornata di mobilitazione internazionale contro la crisi dell’11/11/2011 una manifestazione, nata da un percorso di assemblee e incontri pubblici in Sala Borsa, ha riaperto e restituito alla città le sale chiuse dell’ex cinema Arcobaleno.

Chi, come alcuni di noi, è passato in questi giorni dall’Arcobaleno, vi ha visto transitare centinaia di giovani e cittadini bolognesi.

Ha visto tanti e diversi costruire iniziative, laboratori e assemblee sui temi dei saperi e della cultura, della crisi, dei beni comini, della precarietà lavorativa e di vita, e di una generazione a cui stanno rubando il futuro e che non si sente più rappresentata dalla politica, così come dalle forme classiche di organizzazione della rappresentanza sociale.

Come giovani della Cgil, pensiamo che l’apertura di spazi pubblici e plurali di discussione, confronto ed iniziativa su questi temi sia oggi più che mai fondamentale, anche per ricostruire quelle connessioni tra la politica e la società, tra la politica e le nuove generazioni, che negli ultimi anni sono andate progressivamente indebolendosi.

Pensiamo sia fondamentale provare ad intercettare e comprendere i bisogni e le domande di una “generazione precaria”, di cui oggi tutti parlano ma che quasi nessuno ascolta.

Pensiamo non possa essere derubricata a semplice questione di ordine pubblico la progettualità politica espressa da un’assemblea cittadina ampia e plurale.

Per tutti questi motivi, ci auguriamo che l’Amministrazione comunale -come già ha dimostrato di saper fare- apra un confronto e un dialogo proficui con l’assemblea cittadina dell’ex cinema Arcobaleno, e provi a produrre delle risposte alle istanze da essa promosse.

Intanto, lo sgombero di stamattina non va in questa direzione.

Chiudere le porte a chi oggi reclama partecipazione, diritti e futuro significa non solo, non risolvere i problemi in campo, ma anzi aggravarli.

Ci auguriamo infine che i locali dell’Arcobaleno, un cinema storico di Bologna, non siano stati richiusi per essere nuovamente regalati a muffa e polvere per anni e anni, ma possano tornare ad ospitare proiezioni ed iniziative artistiche e culturali, in un luogo così strategico nel cuore della città

Laboratorio Sindacale Metropolitano.

 

 

 

 

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