Cucchi: dopo le perizie resta intatto l’impianto accusatorio


Le ferite sul corpo del ragazzo furono causate dal pestaggio ma è stata la negligenza a ucciderlo, questo il risultato della perizia del pm. L’avvocato dell’accusa: “L’impanto accusatorio trova conferma”.

04 febbraio 2010 - 20:04

Le ferite inferte a Stefano Cucchi non sarebbero direttamente collegabili alla sua morte, ma solo al pestaggio. Queste le conclusioni dei periti del pm incaricato dell’indagine sulla morte del giovane romano avvenuta lo scorso ottobre, e di cui sono accusati tre agenti di polizia penitenziaria (omicidio preterintenzionale) e sei medici dell’ospedale romano Pertini (omicidio colposo).   Per l’accusa questo è in linea con quanto finora sostenuto “il capo d’imputazione formulato dall’accusa è perfetto” ha dichiarato il legale dell’accusa Fabio Anselmo ai microfoni di Radio Onda d’urto, “mai affermato che le ferite fossero mortali da sole, ma mortali solo come conseguenza della negligenza per le cure sanitarie ricevute dall’ospedale Pertini. Nulla cambia nell’impianto accusatorio ma trova conferma”.

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