“Costretta ad abortire nel Cie di via Mattei”


La denuncia del blog Noinonsiamocomplici. Gli organizzatori dell’1 marzo: “Saremmo di fronte a una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali”.

21 febbraio 2011 - 15:03

Con un comunicato diffuso ieri in rete, il blog di Noinonsiamocomplici denuncia che nel Cie di Bologna una migrante nigeriana sarebbe stata costretta ad abortire. Sulla vicenda interviene anche Cécile Kyenge Kashetu, portavoce del movimento nazionale “Una giornata senza di noi – Sciopero degli stranieri”, che organizza la giornata di mobilitazione dell’1 marzo: “Quanto avviene dentro quelle mura è tenuto lontano dagli occhi dei cittadini bolognesi. Ciò nonostante, se i fatti denunciati fossero confermati anche solo parzialmente, saremmo di fronte a una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali, compiuta a due passi dalle nostre case. Esigiamo che le autorità chiariscano immediatamente i contorni e i fatti di questa denuncia. Ci auguriamo che quanto emerso non sia vero ma se così fosse e se le autorità non si dimostreranno disposte a intervenire prontamente per punire i colpevoli e per portare fuori dal Cie Gloria, offrendole tutta l’assistenza economica e psicologica necessaria, valuteremo seriamente quali dure proteste mettere in atto. Ci aspettiamo un segnale convincente da parte delle autorità di polizia“.

> Il comunicato diffuso da Noinonsiamocomplici:

Nonostante le diffide della questura perché fosse evitato ogni contatto solidale con l’interno del Cie, sabato 19 febbraio siamo riuscite ad entrare in contatto telefonico con la sezione femminile del lager bolognese e abbiamo saputo dell’ennesima violenza.

Ci è, infatti, stato raccontato che una donna nigeriana – che chiameremo Gloria – quando è stata portata nel Cie aveva dichiarato di esser incinta. Dopo averne avuto la conferma da un test di gravidanza le sarebbe stata somministrata un’iniezione che le ha indotto l’aborto, devastandola psicologicamente.

Il tutto, ci hanno detto, con l’attiva complicità di una mediatrice nigeriana della cattolicissima Misericordia – quello stesso ente gestore che, secondo il suo presidente Daniele Giovanardi, aiuterebbe le immigrate a portare a termine gravidanze altrimenti difficoltose…

Da queste violenze alla sterilizzazione coatta delle immigrate il passo è breve.

Ci chiediamo se le donne che scenderanno in piazza l’8 marzo vorranno aprire, una volta per tutte, gli occhi sulle multiformi violenze imposte alle immigrate nei Cie o se continueranno ad essere complici difendendo soltanto la propria italica “dignità”.

Noinonsiamocomplici

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