Così cresce il “nuovo caporalato”


Il caso di una cooperativa che fornisce manodopera ad alcune aziende del territorio bolognese e modenese, segnalato da Rdb-Usb.

26 ottobre 2010 - 20:31

“Nuovo caporalato”. E’ cosi’ che Rdb-Usb definisce l’attivita’ della cooperativa
“Ecologj”, finita nel mirino del sindacato di base per le modalita’ con cui fornisce manodopera ad alcune aziende del territorio bolognese e modenese: la cooperativa, secondo le Rdb, opererebbe in appalto, ma i lavoratori in questione svolgerebbero le stesse mansioni di chi e’ assunto dalle aziende appaltatrici e lavora agli stessi macchinari. La “Ecologj”, quindi, di fatto svolgerebbe il ruolo di un’agenzia interinale e quindi una irregolare intermediazione di manodopera. Solo una delle “false cooperative che utilizzano in modo spregiudicato lo strumento della cooperazione”, afferma il sindacato, svolgendo di fatto “la funzione di caporalato”: un fenomeno “in crescita, parallelamente alla crisi che favorisce la ricattabilita’ dei lavoratori”.

Gli operai forniti alle aziende lavorano senza formazione e in condizioni di
scarsa sicurezza, senza ferie e straordinari:  “E chi non ci sta viene lasciato a casa senza neanche un vero licenziamento, precludendo la possibilita’ di chiedere la disoccupazione o di impugnare”. Cosi’ c’e’ “chi lavora 14 ore al giorno senza pausa perche’ piega la testa e chi si ribella e quindi non lavora per settimane”.

Una prima manifestazione, spiegano le Rdb, e’ prevista per il 3 novembre a Modena: l’idea e’ quella di sfilare dalla sede della ‘Ecologj’ al Comune.

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