Corteo delle scuole, cinque studenti contusi [foto aggiornate+audio+comunicato]


Il corteo ha bloccato i viali e raggiunto piazza Maggiore passando per la zona universitaria. Duro intervento della polizia davanti alla stazione: “Se la loro risposta e’ la violenza di Stato, la nostra sara’ la rabbia”.

25 novembre 2010 - 16:32

Sono almeno cinque i manifestanti rimasti contusi questa mattina dopo che la polizia, schierata davanti alla stazione di Bologna, ha manganellato duramente il corteo degli studenti medi. Una di loro, una studentessa universitaria che in questi giorni sta occupando la facolta’ di Lettere e filosofia, ha due dita molto gonfie e teme che una sia rotta: “Stavo solo tenendo lo striscione e hanno cominciato a colpirmi ripetutamente
sulle mani”, spiega. “Siamo arrivati davanti alla stazione e ci stavamo solo contrapponendo a distanza- racconta la studentessa- quando sono partiti a picchiare brutalmente un corteo pacifico di studenti medi, come tutte le volte che in questa citta’ si cerca di esprimere del dissenso vediamo solo un blocco”. Dal microfono, invece, il messaggio lanciato e’: “Se la loro risposta e’ la violenza di Stato, la nostra sara’ la rabbia”.

Il corteo era partito alle 9,30 da piazza Maggiore. Centinaia e centinaia gli studenti, soprattutto studenti del Rosa Luxemburg e del Sabin (che questa mattina hanno interrotto le occupazioni), del Liceo artistico, del Serpieri e
del Pacinotti. I manifestanti sfilano dietro lo striscione “Blocchiamo tutto, dalle scuole all’Universita’ blocchiamo tutta la citta’”. Tra i cori: “Con questa riforma a scuola non si torna”. Arrivati all’incrocio con i viali, gli studenti hanno improvvisamente accelerato correndo verso un ingresso del
piazzale est della stazione ferroviaria, mentre dal microfono si annunciava l’intenzione di “bloccare la stazione”. Le prime file di manifestanti hanno tentato di sfondare la cancellata che impediva l’accesso. Poi il corteo è proseguito fino all’ingresso della stazione, dove si è vista la dura risposta delle forze dell’ordine. Quando manifestanti si sono avvicinati ai cordoni, gli agenti hanno risposto manganellando gli studenti delle prime file (a volto scoperto e senza protezioni). Dopo alcuni minuti di fronteggiamento sono partite altre manganellate, con gli studenti che hanno risposto lanciando uova. Il corteo, nonostante la violenta reazione della polizia, è rimasto compatto ed ha proseguito lungo i viali bloccando la circolazione del traffico, poi via Zamboni e via Rizzoli. La manifestazione si è sciolta solo una volta occupato il Crescentone di piazza Maggiore.

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> Il comunicato del Collettivo Autonomo Stundetesco

Oggi una Bologna si è svegliata sotto il segno del blocco, centinaia di
studenti si sono radunti in Piazza Maggiore dalle 9,00 e dopo l’arrivo
di tutte le scuole e degli universitari provenienti dalla facoltà di
lettere e filosofia occupata è partito il corteo.
Con determinazione abbiamo imboccato via indipendenza e l’eco della
nostra rabbia è risuonato per tutta bologna con i primi blocchi.
In corteo a fine di via Rizzoli abbiamo superto il migliaio di studenti
e studentesse e insieme abbiamo preso la giusta e legittima decisione di
dirigerci in stazione. Trovato chiuso un ingresso la rabbia studentesca,
giusta e spontanea si è fatta sentire, e poi in corteo ci siamo diretti
verso l’altra entrata.
Arrivati li, con i nostri striscioni, slogan e giusta indignazione
contro la riforma gelmini, il governo berlusconi e la crisi la polizia
si è lanciata contro il corteo, attuando una forte carica. Grazie ai
generosi compagni e compagne che erano davanti abbiamo respinto il
tentativo di intimidazione e abbiamo continuato tutti uniti a scandire
slogan dirigendoci ancora una volta verso la stazione ferroviaria che
tutto il corteo voleva bloccare. A questo punto l’ennesima aggressione
da parte della celere che ha tentato di allontanarci a suon di
manganello. Il corteo si è difeso rispedendo al mittente la provocazione
sbirresca. Insieme abbiamo poi continuato a bloccare la città, tornando
sui viali, raggiungendo la facoltà di via zamboni 38 occupata per poi
concludere in piazza Maggiore.
Oggi il corteo organizzato dal Collettivo Autonomo Studentesco ha
portato in città una grande giornata di antagonismo e conflitto sociale.
La riforma Gelmini non è passata grazie alle mobilitazioni che in tutta
Italia si stanno susseguendo, ma sappiamo che è solo l’inizio e che da
oggi dobbiamo saltare sul trampolino di lancio che abbiamo costruito:
sanzionando le banche, bloccando la città e difendendo dalla polizia il
nostro diritto a manifestare.
Alcuni di noi sono rimasti feriti dalle cariche, ma sono andati a
medicarsi con il sorriso sulle labbra, consapevoli di essere nel giusto!
L’avevamo detto che avevamo dissotterrato l’ascia di guerra e così è
stato: ora abbiamo nuove occupazioni, blocchi, cortei e iniziative da
organizzare contro il governo berlusconi, la gelmini, i padroni e la
crisi… tra poco gli studenti e le studentesse di bologna porteranno in
città nuove sorprese al governo della crisi!

COLLETTIVO AUTONOMO STUDENTESCO

> Le corrispondenze per Radio Onda d’Urto realizzate in mattinata dalla nostra redazione

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