“Contro la crisi, l’unica grande opera: reddito e diritti. NoTav, NoPonte, NoCave”.


Crash aderisce alla manifestazione contro la crisi di sabato, per portare nel corteo “le ragioni delle lotte contro le grandi opere e contro il Tav”. Alla giornata aderiscono anche Terre Libere e Berneri. Leggi i comunicati e l’elenco delle adesioni.

20 gennaio 2010 - 17:58

> Tutte le adesioni alla manifestazione:
Federazione RdB, FLMU, CUB scuola, Lazzaretto Autogestito, Laboratorio Crash, Livello57, coll. univ. Politecnico09, Terre Libere, Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori, Lista Reno, Circolo Anarchico Berneri, Linea Rossa, Vag 61, Prc Bologna, Spazio Pubblico XM24, Bologna Prende Casa

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Il Laboratorio Crash! partecipa alla manifestazione di sabato contro la
crisi e per la libertà di movimento, attraversando la piazza tematica e
portando nel corteo le ragioni delle lotte contro le grandi opere e contro
il Tav.

Porteremo l’intransigenza delle valli piemontesi che da anni si oppongono
al progetto del TAV voluto dei padroni della fortezza europa per
soddisfare i loro interessi e i loro guadagni. Interessi e guadagni di
pochi, pochissimi contro i bisogni di molti, moltissimi abitanti dei
territori dell’Italia, della Francia e della spagna.
Valli e campagne distrutte, relazioni sociali e campi coltivati da sempre
devastati dalla smania di
profitto della fortezza Europa.

Durante questi giorni di crisi vogliamo ribadire la nostra totale e
assoluta contrapposizione ai progetti della grandi opere del Governo
Berlusconi e al suo modello di sviluppo che vuol dire: profitti ed euro
per lui, povertà, privatizzazioni e disastri ambientali per tutti.

Ma anche noi abbiamo in programma una Grande Opera da costruire insieme:
reddito e diritti per tutti e tutte! Nuovi diritti che sappiano
considerare l’ambiente un bene pubblico e comune, la cittadinanza e la
libertà di movimento un requisito minimo di civiltà e il reddito
garantito, un primo strumento con cui ridistribuire le ricchezze che ci
hanno sottratto e che sfacciatamente continuano a rapinarci!

Opporsi alle Grandi Opere come il tav, il ponte sullo stretto di Messina,
le cave e i rigassificatori vuol dire bloccare realmente i piani di
sviluppo neoliberista dei padroni e vuol dire aprire spazi pubblici di
protagonismo sociale da cui ripartire per conquistare diritti e reddito
per tutti, in ogni città e in ogni quartiere!

Non sarà la repressione poliziesca o le provocazioni di quattro scagnozzi
al soldo delle imprese a bloccare e fare breccia dei nostri presidi di
antagonismo e partecipazione sociale.
Convinti delle nostre ragioni anche Bologna sabato rispondere all’eco
della val di susa: SARA’ DURA!

Laboratorio Crash!

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Terre Libere aderisce, partecipa ed invita a partecipare alla giornata di mobilitazione contro la crisi indetta, per il 23 gennaio, dal “Coordinamento 23 gennaio contro la crisi”.

Questa giornata può diventare un momento importante del percorso che porti, anche nel nostro territorio, a riunificare le lotte che si sviluppano contro gli effetti delle crisi ed in difesa dei diritti.

Sarà anche un’occasione per portare in piazza il dissenso contro le scelte politiche ed amministrative che i governi locali di Comune e Provincia di Bologna – e le forze politiche che li sostengono – portano avanti in continuità con le precedenti giunte. Scelte politiche, molto spesso fatte in modo bipartisan, che non mirano a dare sostegni concreti ai soggetti sociali che subiscono gli effetti della crisi senza esserne responsabili e a dare risposte concrete ai bisogni sociali.

Le chiacchiere stanno a zero: non si può a parole sostenere i lavoratori e le lavoratrici e poi – nei fatti – stanziare 1.600.000 euro per le scuole private (come fa il Comune di Bologna) o tagliare 3.000.000 di euro di spese per il personale (come fa la Provincia di Bologna).

L’unità di tutte le forze politiche si è manifestata anche quando il governo Berlusconi ha deciso di ridurre gli spazi di democrazia e di movimento.

Il sindaco Delbono e la Presidente Draghetti hanno sottoscritto l’accordo di proroga, proposto dal Prefetto, del Decreto Maroni sul divieto di manifestare.

Il 23 gennaio torneremo a rivendicare anche il diritto di manifestare nel centro di Bologna. E’ inaccettabile che temi come la lotta contro la crisi ed in difesa dei diritti non possano essere riportati – anche fisicamente – al centro dell’agenda politica in questa città.

La libertà di manifestare e la battaglia contro la crisi sono strettamente connesse. Più si accettano questi divieti, più le battaglie sociali dei soggetti subalterni si indeboliscono.

LA LOTTA CONTRO LA CRISI NON RI/CONOSCE LIMITI!

IL 23 GENNAIO TUTTI E TUTTE IN PIAZZA

Terre Libere

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Letto l’appello delle lavoratrici e dei lavoratori contro la crisi e
per il diritto di manifestazione, le compagne ed i compagni del circolo
anarchico Camillo Berneri di Bologna, riuniti in assemblea il 14/1/2010,
hanno deciso di aderire e partecipare alla manifestazione del 23 gennaio
2010.
Le politiche autoritarie di questo governo come dei precedenti
confermano come per le lavoratrici ed i lavoratori, fissi o precari,
stanziali o migranti, clandestini o meno, non vi sia percorso di
liberazione se non quello della rivoluzione sociale.

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