Consulta contro l’esclusione: “Decentramento non funziona, servirebbe un Pronto intervento h24”


Paolo Klun, presidente della Consulta comunale contro l’esclusione sociale, fa il punto della situazione sullo stato dei servizi assistenziali a Bologna. E ne esce un quadro tutt’altro che rassicurante.

18 gennaio 2011 - 21:24

A Bologna servirebbe un “Pronto intervento sulle emergenze” aperto 24 ore su 24 e permettere l’accesso ai servizi sociali anche ai non residenti e senza impedimenti di natura burocratica e formale. Sono le proposte avanzate oggi in conferenza stampa dal presidente della Consulta comunale contro l’esclusione sociale, Paolo Klun (circa 80 le realta’ coinvolte). Nel dibattito nato dopo la morte del piccolo Devid Berghi, Klun sottolinea: “In questo momento mi sento molto vicino ai genitori, alla fine rischiano di essere gli unici a pagare, ma anche loro sono vittime di un sistema che non funziona, di regole e leggi che non riescono a proteggere davvero”.

L’emergenza piu’ incombente, al momento, e’ ancora una volta quella per il freddo. “Mancano 25 o 30 posti- spiega Klun- significa che ogni notte 30 persone chiedono di entrare nei dormitori e non ci riescono. Eppure ci sarebbero gia’ luoghi adatti ad accoglierli, come il dormitorio di via Lombardia (40 posti), che e’ stato chiuso, ma non ancora adibito ad altro uso”.

La situazione odierna, per la Consulta, e’ figlia di anni di scelte sbagliate. A partire dal decentramento dei servizi sociali, varato nel 2008 dalla giunta Cofferati, e in particolare l’assenza di coordinamento centrale. “Che il decentramento non funzioni e’ un fatto conclamato da almeno un anno, eppure non c’e’ stato nessun intervento- continua Klun- non e’ possibile limitare l’accesso ai servizi sociali a due giorni di apertura settimanali, e solo qualche ora al giorno. Ci sono bisogni che non possono aspettare”.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati