Comitati acqua bene comune: “No alla fusione Hera-Acegas”


“Un’operazione che svuota l’esito referendario, consegna scelte fondamentali ai mercati sottraendole ai territori. A pagare saranno lavoratori e cittadini, mentre i mananger aumenteranno”.

02 ottobre 2012 - 16:27

A poco più di un anno dalla grande vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011 quando milioni di nostri concittadini si pronunciarono in maniera chiara e inequivocabile sulla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la fuoriuscita dell’acqua dal mercato e dalle logiche di profitto, sulla cancellazione in tariffa della remunerazione del capitale investito dal gestore… ci ritroviamo quasi punto e a capo. Perché la progettata operazione di fusione, meglio, incorporazione della nordestina ACEGAS-APS nell’emiliano romagnola HERA, con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti, rappresenta solo l’ultimo anello di una serie di provvedimenti (del governo Berlusconi prima, del governo Monti poi) tesi a svuotare la carica autenticamente democratica del risultato referendario, diretto a riportare acqua e servizi pubblici locali sotto il controllo diretto dei cittadini.
Un’operazione, dunque, che se si pone in rotta di collisione con l’esito referendario, risulta poi perfettamente coerente con l’assunto dominante: i “mercati” dettano la linea politica ai Governi esattamente come i consigli di amministrazione (delle due società) decidono al posto dei Consigli comunali (chiamati poi a ratificare quelle scelte). E decidono su beni essenziali alla vita di noi tutti, ponendo una pietra tombale sulla possibilità, da parte della cittadinanza, di intervenire su scelte così fondamentali nella vita materiale di ciascuno (in gioco, ricordiamolo, non è solo la gestione del servizio idrico ma anche quella dei rifiuti – ancora tutta incentrata sull’incenerimento – e, più in generale, di tutti i servizi locali).

Non solo, anche il diritto di essere compiutamente ed esaustivamente informati ci viene nel contempo negato.

E’ un’operazione finanziaria che toglie dai territori la gestione dei servizi pubblici locali, i comuni non conteranno PIU’ NULLA.
Le bollette dell’acqua e dei rifiuti continueranno ad aumentare in modo spropositato.

Non calano le perdite idriche, calano invece investimenti e manutenzione, aumenta invece il debito accumulato: 2 miliardi e 800 milioni di € dopo la fusione.
Saranno i cittadini ed i lavoratori a pagare, ed il debito sarà il motore della privatizzazione totale.

Aumentano dirigenti e manager strapagati che oggi alla sola HERA costano 19 milioni di € all’anno, cifra destinata a crescere dopo la fusione.

Dicono che bisogna essere grandi per competere sul mercato, ma non esiste mercato, né dell’acqua, né dei Rifiuti solidi urbani, e la Corte Costituzionale ha abrogato la nuova privatizzazione dei servizi pubblici voluta da Berlusconi e poi da Monti.

E’ una operazione oscura della quale non solo i cittadini, ma anche i consiglieri comunali, le giunte e moltissimi sindaci non sanno nulla e la pagheranno i cittadini con le loro bollette, l’ambiente e la qualità della risorsa, i lavoratori dell’azienda e degli appalti.

Ecco dunque spiegato il senso del nostro appello:
ci rivolgiamo, in primis, a voi consiglieri comunali, in particolare a chi è stato con noi nella battaglia referendaria, perché attraverso il vostro voto nei Consiglio Comunali vi facciate interpreti e portavoce della volontà popolare, votando corentemente contro la fusione.

Ma non basta: anche alla luce delle recenti sentenze della Corte costituzionale (n.199 e n.200 del 2012), occorre prefigurare un reale disegno di ripubblicizzazione di tutti i servizi locali, prendendo a modello l’ipotesi dell’Azienda speciale. Infatti, la gestione attraverso S.p.A., con capitale pubblico, tutela, come è noto, l’interesse dei soci ai dividendi, poco e male quello degli utenti!

Si scrive acqua si legge democrazia

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Comitato Provinciale Due Sì per l’Acqua Bene Comune Padova
Comitato Acqua Bene Comune Trieste
Comitato Acqua Bene Comune Friuli Venezia Giulia
Comitato Modenese per l’Acqua Pubblica
Comitato Acqua Pubblica Forlì-Cesena
Comitato Acqua Bene Comune Faenza e Comprensorio
Comitato Acqua Bene Comune Ferrara
Comitato Acqua Bene Comune Bologna
Comitato Acqua Bene Comune Ravenna
Comitato Acqua Bene Comune Imola
Comitato Acqua Bene Comune Rimini

Aderiscono:
Comitato Savonese Acqua Bene Comune
Comitato Milanese Acqua Pubblica
Comitato Lametino Acqua Pubblica
Comitato Acqua Bene Comune di Pesaro/Urbino
Comitato Pavese 2SI per l’Acqua Bene Comune

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