“Come si fa a brindare in nome della Tav?”


L’associazione fiorentina Idra invia una lettera ai sindaci Delbono e Renzi, nonchè agli artisti che si esibiranno nel capodanno che unirà Bologna e Firenze.

30 dicembre 2009 - 20:30

“Davvero una scelta di dubbio gusto, quella di festeggiare a Firenze e a Bologna San Silvestro e Capodanno gemellando le due città intorno al tunnel Tav che le collega da qualche settimana con risultati per adesso molto scadenti. La costruzione di questa cosiddetta ‘grande opera’, il tunnel appenninico, è costata sangue, sudore e lacrime, e riassume emblematicamente in sé tutti i peggiori aspetti della moderna mala amministrazione delle risorse pubbliche: per i costi impazziti, per i danni erariali, per i tempi raddoppiati, per l’ambiente inquinato, per le risorse idriche irreversibilmente distrutte, per gli errori progettuali o esecutivi, per le falle temute nella sicurezza”. Lo scrive l’associazione anti-Tav Idra, da Firenze, in una lettera inviata al sindaco Delbono e agli artisti che domani calcheranno il doppio balco.

“Di fronte a questo disastro – continua Idra – ci sembra paradossale invitare la gente a festeggiare proprio là, dentro quel tunnel. Di pessimo auspicio, a nostro giudizio, brindare all’anno che viene in nome della Tav. Come può il sindaco di Bologna dimenticare le sofferenze a cui proprio in queste ore, e da anni, e ancora per anni, sono costretti i suoi concittadini che convivono con cantieri Tav invasivi e destabilizzanti? Come fa il sindaco di Firenze a brindare a un’opera che – se avesse a proseguire nella Città del fiore con lo schema finanziario e progettuale approvato 10 anni fa – condannerebbe anche la capitale della cultura a un numero indeterminabile di anni di sconquasso ambientale, sanitario e sociale che andrà a sommarsi ai gravi disagi già presenti, a un nuovo salasso erariale, e a una quantità di rischi difficilmente calcolabile per il patrimonio edilizio, storico e architettonico della città, per tutto il tempo che occorrerà non solo per costruire il doppio sottoattraversamento, ma anche per manutenerne le delicate strutture?”.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati