Trovati nuovi colpi su cranio e mandibola di Stefano Cucchi


Nel corso della seconda autopsia emergono nuove lesioni che non erano stati accertati negli esami precedenti.

24 novembre 2009 - 23:21

Sono iniziati ieri, a un mese dalla morte, i nuovi esami autoptici (a cui assistono anche i consulenti legali dei sei indagati) sulla salma riesumata di Stefano Cucchi e saranno conclusi non prima di 15 giorni, un tempo notevole rispetto alle tre ore richieste dalla prima autopsia, come non manca di sottolineare l’avvocato Fabio Anselmo, e già stanno emergendo dei nuovi elementi. Sono state infatti state accertate recenti lesioni non rilevate in precedenza al cranio e alla mandibola oltre ad essere confermate le fratture alla colonna vertebrale.

Inoltre saranno esaminate le macchie di sangue sui jeans di Stefano per accertarne la paternità e le scottature da sigaretta sulle dita del ragazzo di Tor Pignattara. Nei prossimi giorni infine i pm titolari dell’inchiesta effettueranno un sopralluogo nelle celle del tribunale di piazzale Clodio con il testimone gambiano che ha udito le percosse subite da Stefano e si terrà un secondo incidente probatorio con un detenuto albanese che ha dichiarato di aver sentito un arrestatto che piangeva. Il quadro quindi potrebbe essere fortemente modificato con questi nuovi esami e aprire uno spiraglio verso l’accertamento della verità dei fatti accaduti.

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