Cile / Barricate a Santiago per l’anniversario dell’elezione di Allende


Pochi giorni fa la cerimonia di celebrazione dell’ex Presidente socialista ha visto alcune centinaia di giovani incappucciati dare vita a barricate e scontri con polizia.

07 settembre 2012 - 19:09

Il passato, spesso, divide. Il 4 settembre, giorno dell’elezione a Presidente della Repubblica di Salvador Allende nel 1970, le autorità cilene celebravano a loro modo, con una cerimonia istituzionale, il ricordo del leader socialista, il primo Presidente “marxista” eletto in Sud America e morto durante il golpe dell’11 Settembre 1973 guidato dal generale Pinochet e sostenuto dagli Stati Uniti.

Nelle stesse ore, in pieno giorno, diverse centinaia di manifestanti si sono radunati per le vie delle località Cerro Navia, San Bernardo e Huechuraba, a Santiago del Cile. Sono state erette barricate e bloccata la circolazione; il successivo intervento degli agenti (Carabineros) è sfociato in scontri di strada tra lanci di sassi e gas lacrimogeni, portando a cinque arresti tra le fila dei manifestanti. In località La Pincoya, dopo aver bloccato la circolazione innalzando barricate, i manifestanti si dirigevano verso un centro commerciale, saccheggiandolo.

I media cileni individuano come “giovani incappucciati” i protagonisti di questa inedita celebrazione, sottolineando in particolare la minor età di buona parte dei manifestanti.

La celebrazione retorica di uno dei leader socialisti e “marxisti” più amati della Storia mal si concilia con le politiche di rigore a cui è costretta la popolazione e le parole “pane, lavoro e progresso”, simbolo della “via sudamericana al socialismo”, risuonano come un falso e palese feticcio che i governanti contemporanei tentano di sventolare per “pacificare per (continuare) a distruggere”.

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