Chi e cosa colpisce l’emergenza democratica?


Dopo la proroga al divieto di manifestare in centro, comunicato sui nuovi restringimenti alla libertà di comunicazione e di movimento.

03 novembre 2009 - 15:56

La recente proroga del decreto emanato nel febbraio scorso da parte della Prefettura bolognese (scaduto nella sua prima formulazione il 30 settembre scorso) è un ulteriore segnale di una fase in cui anche gli spazi di agibilità democratica vengono colpiti e ristretti. Tutto questo è in relazione anche con il recente Pacchetto Sicurezza introdotto dal governo Berlusconi e all´inasprimento delle pene contro chi scrive sui muri e contro l´affissione di manifesti e volantini.

Il restringimento degli spazi di democrazia colpisce non solo direttamente i lavoratori, con il restringimento del diritto di sciopero, ma è trasversale all´intera società italiana. Il divieto di manifestare e l´inasprimento delle pene rispetto alla libera comunicazione, è un atto di guerra preventiva verso il probabile inasprimento delle proteste sociali provocate dalla crisi che attraversa il paese.

I centri di potere economico e politico, trasversali al centro destra e centro sinistra, cercano di impedire che vi possa essere qualcosa al di fuori di un bipolarismo bloccato.

Questo si rispecchia anche nel tentativo di modificazione degli assetti istituzionali, amministrativi, attraverso il federalismo “centralista” e il neo-presidenzialismo. La creazione di super-regioni, del presidenzialismo nazionale e di forme di rappresentanza plebiscitarie all´americana, sono il contorno su cui si innesta il restringimento degli spazi di democrazia partecipativa e rappresentativa in Italia e un non troppo celato tentativo di criminalizzare la “povertà”.

Sul piano locale vediamo come la giunta cittadina e provinciale di centro sinistra ha contribuito nel fomentare il restringimento degli spazi di democrazia. La proroga è stata infatti avvallata dal Comitato provinciale per l´ordine pubblico, in cui siedono assieme al Prefetto Angelo Tranfaglia il Sindaco Flavio Delbono e la Presidente della Provincia Beatrice Draghetti.

E´ doppiamente ipocrita la campagna del centro sinistra a livello nazionale e locale per la libertà di informazione, contro lo strapotere del centro destra, se poi, in modo bipartisan, si colpiscono le forme di comunicazione di base, le sole precluse alle forze che difendono e sono espressione delle fasce popolari in questo paese. 

Non neghiamo che il problema del controllo dei media da parte del centro destra in questo paese sia drammaticamente reale, tuttavia constatiamo che vi è lo stesso zelo da parte del centro sinistra nella criminalizzazione di ogni forma di dissenso indipendente dal bipolarismo.

In questo modo si colpiscono non solo le strutture sindacali e politiche indipendenti, ma anche il mondo dell´associazionismo di base e i singoli cittadini (come se ne sono già potuti accorgere il movimento di lotta contro la Gelmini e gli attivisti della UAAR), rendendo sempre più grigia la nostra città.

Non è quindi un problema legato a una determinata area politica o sociale, ma è un problema che riguarda tutti i cittadini che si definiscono democratici.

Le soggettività e organizzazioni della sinistra anticapitalista chiamano tutti i sinceri democratici alla mobilitazione in quanto gli spazi di democrazia e di agibilità comunicativa e di movimento sono caratteri fondanti della nostra Costituzione.

Lista Reno, Partito Comunista dei Lavoratori, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Terre Libere

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