“Che cos’è lo sciopero precario?”


Riceviamo dal Coordinamento Migranti di Bologna e pubblichiamo il testo di un volantino che verrà distribuito contemporaneamente oggi “nelle città che hanno partecipato agli Stati Generali della Precarietà 3.0”

06 maggio 2011 - 00:22

Se sei qui, nativo o migrante, con contratto precario, indeterminato, con un permesso di soggiorno legato al lavoro, se lavori in un callcenter, in una cooperativa o in una fabbrica…se sei qui anche per uno solo di questi motivi è perché sai che sei precario, e che il tuo lavoro lo sta diventando ogni giorno di più! Se sei qui, ma non ti soddisfa questo sciopero generale richiesto a gran voce dalla base e sgonfiato dai vertici del tuo sindacato, pensa allo sciopero precario.

Che cos’è lo sciopero precario?

Lo sciopero precario è un appuntamento fissato per il prossimo autunno da centinaia di precari e di precarie, di migranti, di operai e operaie che hanno deciso che c´è bisogno di una azione che rompa con i riti, che spezzi l’insopportabile monotonia dello sfruttamento. Sono loro che ti chiamano a costruire insieme uno sciopero che coinvolga operai, migranti, atipici, uno sciopero di tutti coloro che sono stati resi precari, in una parola uno sciopero precario.
Lo sciopero precario parla chiaro. Non chiede le briciole, non si accontenta di quattro ore e di un comizio. Non è lo sciopero “dei” precari, cioè di quelli che hanno un contratto sfigato e nessuna tutela. Lo sciopero precario è qualcosa di più. Lo sciopero precario sbatte in faccia ai padroni e al governo che la precarietà è ormai la condizione di tutto il lavoro.
Lo sciopero precario è uno sciopero politico. Non è uno sciopero generale, non è uno sciopero generalizzato. Lo sciopero precario è qualcosa di più. Nello sciopero precario s´incontrano le condizioni differenti di uomini e donne, di italiani e di migranti, di nuove e vecchie generazioni, che a partire dalle loro differenti condizioni agiscono insieme contro i comuni avversari.
Lo sciopero precario è qualcosa che dura e colpisce i profitti. Non è una giornata che poi passa. Non se la prende con la crisi, ma con chi grazie alla crisi consuma la vita degli altri. Lo sciopero precario sarà molto di più. Con lo sciopero precario anche chi non ha nemmeno il diritto di scioperare può finalmente inventare le forme della sua lotta. Lo sciopero precario sarà il momento in cui il ricatto si spezza, in cui l´astensione dal lavoro non è una cerimonia, ma un attacco ai profitti per far sentire tutto il potere presente di migranti, precari e precarie.
Questo sciopero generale è molto lontano dallo sciopero precario. Questo sciopero generale pretende di rispondere alla precarietà aggiungendo un punto alla piattaforma, chiede “interventi straordinari”, ignorando che la precarietà è la forma ordinaria dello sfruttamento del lavoro. C’è bisogno di qualcosa di più.

Quella che senti oggi nell’aria, la tua insoddisfazione, è la voglia del primo vero sciopero precario.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati