Centinaia di anarchici e solidali in corteo


In piazza contro la guerra in Libia e a sostegno degli arrestati di Fuoriluogo. Clima teso, ma solo due brevi contatti con le forze dell’ordine. Alla fine: “Abbiamo occupato”

16 aprile 2011 - 23:41

Il clima è stato a tratti abbastanza teso, e in due occasioni i dimostranti sono entrati a contatto con le forze dell’ordine, ma in entrambi i casi la situazione si è risolta senza gravi conseguenze.

C’erano oltre cinquecento persone al corteo di oggi pomeriggio, lanciato a firma Anarchici e solidali inizialmente contro la “guerra di occupazione in Libia” e poi anche a sostegno degli attivisti colpiti da arresti e altre misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta “Outlaw” della procura di Bologna. Tra i cori più gettonati: “Siamo tutti fuoriluogo!”

La partenza, da piazza XX Settembre, era prevista alle 15.00 ma è stata posticipata di circa due ore a causa del fermo di alcune persone che, in città o da fuori, stavano raggiungendo il concentramento. Alcune bandiere (una antifascista, alcune della Palestina, una rossa e nera, varie rosse, una con falce e martello), molti striscioni: quello di apertura, non firmato, recitava “Contro la guerra dei padroni, al fianco di chi insorge”. A seguire altri senza firma, alcuni con la A cerchiata, quello dell’annunciato spezzone femminista e lesbico, del Collettivo Iqbal, dell’Assemblea Proletaria. Molti arrivati da altre città: tra cui gli anarchici da Torino, Milano, Rovereto, Pisa, i comunisti del Cpo Gramigna di Padova e del Cpa Firenze Sud.

Il primo momento di tensione davanti al consolato greco di via Indipendenza, blindatissimo dalle forze dell’ordine, fatto probabilmente oggetto del lancio di alcuni oggetti: gli agenti in tenuta antisommossa hanno allontanato alcuni dimostranti spingendoli con gli scudi, ma poi gli stessi manifestanti hanno formato un cordone davanti agli agenti per far defluire il corteo.

Metodo, quello del cordone di interposizione, poi ripetuto davanti ad altri “luoghi sensibili” presidiati da polizia e carabinieri. Lungo il percorso del corteo moltissime le scritte e gli stencil sui muri; sono stati bersagliate da lanci di uova cariche di vernice filiali Unicredit, la casa editrice Zanichelli, negozi di operatori telefonici, gli uffici dell’Eni di via San Donato. C’era anche chi si era attrezzato di una pistola giocattolo ad acqua piena di vernice nera, con cui ha oscurato diverse telecamere di videosorveglianza lungo il percorso.

Il corteo è poi arrivato in un area verde all’incrocio tra via San Donato stessa e via Gravaglia: lì un gruppo di agenti, probabilmente per cambiare posizione, si è avventatamente avvicinato ad alcuni manifestanti, suscitandone la reazione: prima gli spintoni, poi un lancio di bottiglie e petardi (fino a quel momento non ne erano stati esplosi). Il fronteggiamento è durato pochi minuti, poi la tensione si è allentata.

Mentre il presidio iniziava a sciogliersi, e i primi gruppi ad allontanarsi alla spicciolata, dal sound system è stato annunciata l’occupazione di uno spazio, invitando chi volesse raggiungerlo (con mezzi propri o pubblici) ad avvicinarsi al furgone per avere informazioni. Pare che si tratti di uno stabile a S.Lazzaro e che l’intenzione non sia quella di tenere l’occupazione oltre la giornata di domani.

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