Speciali

Genova G8 2001 (foto Gipfelsoli.org)

Speciale / Genova 2001
Le poltrone cambiano, l’ingiustizia resta

Diaz, la prima sentenza è un “amnistia per la polizia”: assolti i vertici. Ma le cose cambiano in appello, condannati alti dirigenti. Nel luglio 2012 la cassazione conferma le condanne, a inizio 2014 scampoli di pena ai domiciliari per Mortola, Gratteri e Luperi. Ad aprile 2015 la Corte Europea condanna l’Italia per tortura. Bolzaneto, sette condanne confermate in Cassazione. Dei 25 manifestanti rinviati a giudizio per devastazione e saccheggio, dieci condannati in appello. Il 13 luglio 2012 la cassazione conferma cinque condanne, da 6 ai 14 anni, che diventano esecutive. Gli altri cinque rinviati in appello ma limitatamente alla concessione delle attenuanti: a novembre 2013 pene ridotte per quattro.
Il 17 novembre 2007, contro il processo ai manifestanti, si era svolta a Genova, con straordinario successo, una manifestazione nazionale. Di nuovo a Genova, in cinquantamila, nel decennale, il 23 luglio 2011.
Rivelazioni. Falsi documenti. Ammissioni. Intercettazioni. Risarcimenti. E promozioni. Come quella di Gianni De Gennaro al ministero di Amato e poi al commissariato per i rifiuti campani, e quella del suo vice Antonio Manganelli a capo della polizia. Ingiustizia è fatta. Notizie, testimonianze e materiali audiovisivi raccolti negli anni da Zeroincondotta.

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Speciale / Resistenze in Cirenaica, “una serata memorabile” e un libro su Ddb [video+audio+foto]

Materiali multimediali e contributi sulla serata del 22 gennaio’016 a Vag61 e le mille storie di cui è intessuto il rione. Il primo volume de “I quaderni di Cirene” disponibile anche online su Distribuzioni dal basso.

Patrizia Moretti, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Domenica Ferrulli, Paolo Scaroni. Corteo #vialadivisa, Ferrara 15/02/2014

Speciale / Federico Aldrovandi, ucciso dalla polizia senza una ragione

Ferrara, via dell’Ippodromo. All’alba del 25 settembre 2005 muore a seguito di un controllo di polizia Federico Aldrovandi, 18 anni. Dopo due anni di coperture e reticenze, durante i quali le versioni ufficiali sposavano la tesi della morte per overdose e dell’innocenza dei tutori dell’ordine, il 20 ottobre 2007 è iniziato il processo a quattro agenti, a novembre 2008 il “colpo di scena”, agli atti del processo una foto che mostrerebbe inequivocabilmente come causa di morte sia un ematoma cardiaco causato da una pressione sul torace, escludendo ogni altra ipotesi. Su questa immagine è acceso il dibattito, nelle ultime udienze della fase istruttoria, tra i periti chiamati a deporre dai legali dalla famiglia e quelli della difesa. Infine, il 6 luglio 2009, la condanna degli agenti. Il giudice: «Ucciso senza una ragione», imputati condannati a 3 anni e mezzo per eccesso colposo in omicidio colposo. Nel nostro speciale i resoconti di tutte le udienze. Il 9 ottobre 2010 il Viminale risarcisce alla famiglia due milioni di euro, una cifra che nel 2015 la Corte dei conti disporrà che venga pagata per il 30% dai poliziotti, salvo poi ridurre alcuni mesi dopo drasticamente gli importi a poche decine di migliaia di euro. L’10 giugno 2011 si chiude il processo d’appello con la conferma delle condanne. Durissima la requisitoria della pg: “In quattro contro un’inerme, una situazione abnorme”. Gli agenti fanno ricorso in Cassazione che il 21 giugno 2012 rigetta, le condanne sono definitive (ma c’è l’indulto). Pg: “Schegge impazzite in preda al delirio”. La corte dei conti dispone cautelativamente blocco del quinto e confisca dei beni per i quattro, per coprire il maxi risarcimento riconosciuto nel 2010 dal Viminale alla famiglia. Nel 2013 scontano i 6 mesi di pena residua, Lino Aldrovandi a Zeroincondotta: “Non voglio nemmeno pensare che non li licenzino”, ma un anno dopo tornano in servizio. Il 15 febbraio 2014 manifestano in cinquemila: “Via la divisa”. A giugno 2014 una condanna definitiva nel secondo filone processuale, quello per i depistaggi delle prime indagini: otto mesi per il poliziotto che nascose i registri del 113, prescrizione invece per il collega che chiuse le registrazioni; una poliziotto condannato anche nel processo-ter. Ad aprile 2014 al congresso del Sindacato Autonomo di Polizia standing ovation per gli agenti condannati. Un anno prima a provocare era stato il ben più piccolo Coisp, sindacatino che strappò il proprio quarto d’ora di notorietà manifestando sotto le finestre dell’ufficio di Patrizia Moretti. La città in piazza: “Lo scatto d’orgoglio”. Tutti i nostri articoli dal 2007 a oggi.

Sottopasso Ugo Bassi - © Michele lapini

Speciale / Il funerale del sottopasso
dai mille possibili usi

Il Comune vuole “tombare” il grande sotterraneo tra via Ugo Bassi, via S.Felice e via Marconi. Storia di un patrimonio prezioso prima lasciato al degrado e ora destinato all’oblio.

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Speciale / Le mille storie di Resistenze in Cirenaica [video+audio+foto]

Materiali e contributi sull’iniziativa svoltasi il 27 settembre tra Vag61, le strade del quartiere e il giardino Giusti per ripercorrere le tante storie di resistenza al colonialismo italiano e al nazifascismo che si intrecciano nel rione.

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Speciale /
Benni, Cacucci e Wu Ming 1 per la “Bologna della libertà”

Pubblichiamo i contributi con cui i tre scrittori hanno partecipato alla serata “Le parola che istigano libertà”, svoltasi a Vag61 in vista del corteo del #26S, più alcuni testi di carattere storico sul confino politico.

Presidio in piazza San Francesco - © Michele Lapini

Speciale / Dal confino al divieto di dimora, storia di un’ingiustizia di regime

Dall’introduzione del “domicilio coatto” nel 1863 alle leggi emanate durante il fascismo, arrivando ai giorni nostri quando sempre più spesso è l’azione penale la risposta principale a istanze e bisogni prodotti da emergenze sociali.

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Speciale / Un 2014 in movimento [cronaca+foto]

Anche quest’anno il resoconto (parziale) degli ultimi 12 mesi di mobilitazioni e notizie a Bologna attraverso gli articoli, le immagini e gli editoriali di Zeroincondotta.

Dalla parte dell’informazione indipendente [foto]

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Cariche Spisa (foto Fb Làbas)

A Bologna, ora, i ministri vengono “in camuffa”

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