“Il cuore della zona universitaria si è trasformato per l’ennesima volta nel campo di battaglia che la città conosce, dove è l’idiozia della repressione a mostrarsi nella sua espressione più grottesca”.
Undici anni fa l’uccisione di un ragazzo nei giorni dell’incubo. Genova tra le battaglie perse e uno scorcio di realtà per un Paese sempre uguale a se stesso.
“In dieci pagano non per quello che hanno o non hanno fatto. Pagano per quello che Genova ha rappresentato, per la sfida lanciata, per la ferita comunque inferta a chi non tollera graffio”.
La notizia arriva da Ferrara: la banca inglese Barclays ha bloccato le carte di credito di chi abita nelle zone del recente terremoto. Perchè? Rischio insolvenza sugli acquisti realizzati.
Una frase che la dice lunga sui famosi “residenti” che, ciclicamente,
prendono in ostaggio il dibattito cittadino invocando coprifuoco e
militarizzazione della zona universitaria.
Diffuso il testo definitivo del ddl Fornero sulla riforma del mercato del lavoro, licenziato dopo aver raggiunto l’accordo di tutti e tre i partiti della maggioranza, compreso il Pd. La soddisfazione della segreteria nazionale della Cgil: “Scongiurati licenziamenti facili”. Ma Monti subito smentisce: “Reintegro solo in casi estremi”. E la Fiom conferma quanto dice il [...]
La soddisfazione della segreteria nazionale: “Scongiurati licenziamenti facili”. Ma Monti subito smentisce: “Reintegro solo in casi estremi”. E la Fiom gli dà ragione: “Un miraggio”. Che figuracce. Ma resta la rabbia di precari, disoccupati, cassintegrati.
Lepore: “Un partito che si è candidato alle elezioni, non possiamo che dare la sala” per l’iniziativa di sabato. E i grillini: “Non è fuori legge”. Tanto basta, dunque, per dare spazio a fascismo, xenofobia, sessismo?
I vigili rimuovono accampamenti di fortuna ai Prati di Caprara e al Ponte Mascarella. Come ai tempi di Cofferati, ma almeno allora si alzava qualche voce di dissenso.
Arriva il presidentissimo. Sventolino le bandierine. Niente sia fuori posto. Nulla faccia pensare che quacosa non va. Nulla ricordi a nessuno che, subito dietro i muri imbiancati di fresco, ci sono perfino tracce di realtà.
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Strana storia di ex cinema abbandonati, sindacati senza fantasia e
assessori confusi.