CasaPound su RadioEmergenza, e i “fascisti del terzo millennio” festeggiano


La trasmissione “Il cavallo di Troia” (nome alquanto azzeccato, a quanto pare) ospita esponenti di CasaPound, prima che l’intervista venga interrotta. Oggi diffuso il comunicato con le scuse di RadioEmergenza.

08 marzo 2010 - 17:28

“CasaPound porta a casa un’altra vittoria”. E’ con frasi come questa che sui forum dei “fascisti del terzo millennio”, come loro stessi di definiscono, si festeggia per uno spiacevole episodio accaduto sabato scorso. In breve, alcuni esponenti di CasaPound e di Blocco studentesco sono stati a lungo intervistati dai conduttori di “Il cavallo di troia”, una delle trasmissioni di RadioEmergenza, web radio realizzata allo Spazio sociale studentesco di via Belmeloro. Come spiega un ascoltatore su Indymedia, alla fine qualcuno è intervenuto per interrompere la trasmissione.

Sulla pagina Facebook di RadioEmergenza, questo post conferma l’accaduto: “Ci scusiamo per l’interruzione del programma, ma non è accettabile che componenti di CasaPound mettano piede in una radio Antifascista, quale è RadioEmergenza. RadioEmergenza è una radio LIBERA. Proprio per questo, sarebbe stato corretto da parte dei conduttori invitare in trasmissione i ragazzi di RadioEmergenza. Inoltre, all’esterno della radio, erano presenti altri membri di Casapound. Cosa ci facessero lì, non è dato saperlo… a voi le conclusioni”. Oggi in rete è stato diffuso anche un comunicato di Radio Emergenza sull’accaduto.

> Leggi il comunicato:

Sabato 6 marzo, negli studi di Radio Emergenza si è verificato un fatto gravissimo, che mai avremmo potuto ritenere possibile in un luogo cha da anni, attraverso progetti anche molto diversi tra loro, combatte il fascismo, il razzismo e il sessismo in tutte le sue forme. I conduttori di un programma decidono di invitare dei membri di Casa Pound Bologna ad intervenire in un dibattito su “Giovani e politica”. Inutile dire che nessuno della redazione della Radio era a conoscenza di questo assurdo progetto, né tantomeno qualcuno degli altri soggetti che attraversano lo spazio di via Belmeloro. La redazione si era accorta da tempo che quel programma non era più inerente con il progetto Radioemergenza, ma mai ci saremmo aspettati che sarebbero stati capaci di un gesto simile. Accortici della situazione, arrivano negli studi tre compagni della redazione. Con orrore trovano il loro spazio presidiato da fascisti, tre negli studi e tre di fuori, di certo non lì per intervenire nella trasmissione e immediatamente pongono fine alla pantomima che stava andando in onda, cacciando i fasci.

La condanna di questo episodio da parte di chi condivide il progetto di Radio Emergenza è stata unanime, così come unanimi sono le scuse che rivolgiamo a tutti i compagni che da anni attraversano il movimento antifascista, antirazzista e antisessista in questa città. L’episodio purtroppo riporta in auge un dibattito basato sulla falsa propaganda della democrazia e della libera informazione. Si tratta infatti di scindere tra valori sui quali è impossibile qualsiasi passo indietro perché corrispondono alla nascita e alla rappresentazione formale di tutta una storia di movimento, quali L’ANTIFASCISMO sempre e comunque; e un falso modello che ci insegna come mescolare pubblico e privato in un calderone che di politico ha poco e di qualunquismo brilla. Un modello su cui si basa la falsa matrice di pluralismo democratico in questo paese.

Nel prenderci tutta la responsabilità di quello che è successo, assicurandovi che mai in futuro si potrà ripetere qualcosa di simile, vogliamo però anche ribadire la validità di un progetto che è ancora sul nascere, ma che ha saputo fino a questo momento dare un contributo all’informazione libera e di movimento di questa città, non solo attraverso i suoi programmi, che trattano, tra le altre cose, di antimafia, del mondo GLBT, della difesa degli spazi liberi di Bologna, ma anche attraverso i progetti a cui ha preso parte, da quelli in difesa dei diritti dei migranti a quelli che reclamano un’apertura degli spazi universitari.

Pertanto, consideriamo la presa di parola attraverso i nostri microfoni da parte di soggetti che NULLA condividono con il nostro percorso politico, ai quali ci consideriamo ostili e che ripudiamo per la forma di autoritarismo che insegnano, come una vera e propria violenza fatta alla nostra memoria e alla nostra identità.

CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE,

CONTRO IL RAZZISMO,

CONTRO OGNI FORMA DI FASCISMO!

8 Marzo 2010

Radio Emergenza

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