Casa, l’ossessione dell’Acer contro le occupazioni


Il presidente dell’Acer se la prende con prefetto e commissario, a suo dire troppo morbidi nei confronti di chi occupa.

17 marzo 2010 - 21:00

Nessun dialogo con chi occupa le case per far fronte alla cosiddetta emergenza abitativa. Ad invocare la linea durissima è Enrico Rizzo, presidente di Acer, cioè l’ente di proprietà pubblica che ha sostituio il vecchio Istituto autonomo per le case popolari. Non a caso Rizzo è stato eletto con Cofferati e si dice “fiero” di ciò. Per il presidente di Acer “non si può dare risposta a chi alza la voce e usa la violenza”, quindi “il commissario e il prefetto hanno sbagliato” ad interloquire con Asia-RdB dopo l’occupazione di via del Vivaio. Di quale violenza parli Rizzo non è dato saperlo. Se poi il problema per il presidente Acer è “alzare la voce”, questo non fa altro che dimostrare come sul tema casa le istituzioni  preferiscano il più completo silenzio.

E’ un “problema di legalita’ molto serio”, aggiunge Rizzo, e prosegue: “Se si comincia, per tenerseli buoni, a dare risposte a quelli che occupano, mi chiedo a cosa serva la democrazia”. Già. A cosa serve la democrazia, viene da chiedere al signor Rizzo, quando Bologna è piena di appartamenti pubblici lasciati vuoti e il numero degli sfratti (quasi tutti per morosità) è arrivato a quota 3.000?

> Leggi l’inchiesta di Zic: Vent’anni di emergenza abitativa

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