Cas: «Dopo oggi, un autunno di lotte contro la crisi e la precarietà»


Il comunicato del Collettivo autonomo studentesco dopo la manifestazione svolta dagli studenti medi.

08 ottobre 2010 - 19:28

La giornata di oggi ci consegna un mondo della formazione in tensione. Le migliaia di studenti medi scesi in piazza a Bologna e nelle piazze italiane ci indicano che nelle scuole il dissenso contro la riforma Gelmini, i tagli,e le politiche di austerità , di governo e Confindustria non sono più tollerate.

Il dato numerico è importantissimo e prelude ad un autunno di lotte contro la crisi e la precarietà. Oggi a Bologna il protagonismo degli studenti e delle studentesse ci ha consegnato una piazza vivace e determinata. Durante il corteo abbiamo inteso di dare un segnale forte, in continuità col discorso politico che si sta sviluppando a livello nazionale, ai padroni, al governo ed ai sindacati collaborazionisti che gli studenti medi sanno bene chi è che ci vuole consegnare un futuro di precarietà e impoverimento.

Per questo abbiamo voluto svoltare in via Castiglione per far sentire il fiato sul collo degli studenti medi ai padroni della confindustria salutando e rinforzando con la nostra presenza la giusta manifestazione della Fiom in mobilitazione come noi verso il 16 ottobre, per poi confluire in piazza Santo Stefano termine condiviso del corteo.

Crediamo che segnalare le responsabilità di Confindustria abbia aggiunto qualità ad un corteo come quello snodatosi oggi per le vie di Bologna. Abbiamo saputo parlare alla città e agli operai in lotta senza rintanarci nello studentismo fine a se stesso. Qualità che abbiamo riportato nell’assemblea finale in piazza Santo Stefano riscontrando la volontà degli studenti e delle studentesse d’intraprendere un percorso forte di denuncia contro chi vuole farci pagare questa crisi. Siamo convinti che all’interno delle nostre scuole possa svilupparsi un reale discorso contro la crisi e che gli studenti medi possano essere protagonisti di una nuova stagione di lotte individuando pratiche e obbiettivi che generalizzino il conflitto in questo paese in connessione con tutti gli altri segmenti sociali in lotta.

Gelmini pensavi che fosse la fine e invece non è che l’inizio.

Collettivo autonomo studentesco

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