Cas ai presidi: “E voi dove eravate?”


Il Collettivo Autonomo Studentesco risponde a diversi dirigenti scolastici che in questi giorni hanno minacciato sanzioni disciplinari verso gli studenti protagonisti delle occupazioni

01 dicembre 2011 - 17:48

> La lettera aperta:

Cari/e presidi,

vi scriviamo da un posto lontano. Lontano da un mondo, il vostro, fatto di
castelli di sabbia e mulini a vento.Ma allo stesso tempo vicino alle vostre
presidenze, troppo vicino per non essere ascoltato.

A Bologna abbiamo visto studenti e studentesse che nelle ultime settimane
hanno intelligentemente dato avvio ad un percorso politico mondiale
#occupytheschool scendendo in piazza a migliaia per bloccare la città e
protestare ad alta voce. E poi ancora le giornate internazionali di lotta
dell’11.11.11 “occupy everywhere” lanciato dagli indignati di wall street
fino alla giornata mondiale dello studente del 17 novembre, e poi ancora le
occupazioni che ci hanno permesso di aprire le nostre scuole a momenti di
condivisione, assemblee, incontri e socialità.

Si! La didattica curricolare è stata bloccata per aprire i nostri spazi ai
bisogni e ai desideri degli studenti, alla voglia di mettersi in gioco ed
essere noi per una volta a decidere sulle nostre attività e sui saperi da
apprendere. Insieme studenti, alcuni professori, bidelli, docenti
universitari, ricercatori, giornalisti, precari, operai della Malaguti, No
Tav, universitari, ragazzi dei centri sociali ecc insieme per una volta per
discutere e informare all’interno delle nostre scuole che dovrebbero essere
i baluardi del sapere e che invece si sono trasformati in grigi edifici che
impongono una didattica che ha un’unica offerta formativa: la precarietà.

Noi c’eravamo e ci siamo ancora a tentare di guardare negli occhi gli
aspetti molteplici di questa crisi e combatterla insieme a chi come noi
rigetta la precarietà.

Invece voi dov’eravate quando la Riforma Gelmini veniva approvata, quando
tagliavano sulla scuola, togliendoci laboratori, i nostri professori,
materiali e insieme il nostro futuro? Voi dove eravate quando si votava la
precarizzazione del lavoro in nome del libero mercato e della concorrenza,
quando i vostri studenti non sanno cosa farsene di un diploma conseguito
nelle vostre scuole? Dove eravate quando venivano aumentate le spese
militari, i privilegi della casta e le spese della politica? Voi dove
eravate quando venivano finanziate le grandi opere inutili come la Tav e il
Ponte sullo stretto? Voi dov’eravate quando veniva approvata la legge
Bianchi, che ci obbliga a lavorare gratuitamente senza diritti presso
aziende locali? Voi dov’eravate quando l’informazione si faceva sempre più
disinformazione di regime?

Forse dietro scrivanie ad applicare le riforme che tanto dite di
disapprovare, o a scrivere circolari per mantenere l’ordine nelle vostre
scuole per difenderle dai vostri studenti che quotidianamente le
attraversano e che hanno il diritto di riprendersele, aprirle o occuparle
come dite voi. Forse a dire che la legge va rispettata e applicata con
grande rigore quando si deve punire!

E puniteci pure! In questo siete davvero dei grandi pedagoghi facendoci
assaggiare a 16 anni l’antipasto di quello che ci spetta. Sarete orgogliosi
di noi quando tra 5 anni ci spremeranno per due soldi grazie al diploma e
ci avrete educato a dire “si signore!”? Ma forse questa soddisfazione non
ve la daremo, perché abbiamo imparato a dire “no” davanti ad una
ingiustizia e ad essere uniti per lottare per i nostri diritti!

La scuola non può essere un bancomat dal quale prelevare per risanare
debiti creati dalle banche, politici e speculatori. La cultura e
l’istruzione devono tornare ad essere le basi della nostra società, e solo
ripartendo dalla riappropriazione di questi elementi che si deve ripartire
per cambiare e incidere sulla società.

Ci dispiace ma sul nostro futuro non accettiamo più lezioni!

COLLETTIVO AUTONOMO STUDENTESCO

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