Career day, blitz allo stand Iveco


Incursione di Sadir all’evento organizzato in Fiera dall’Università di Bologna: “Altro che Career day, vogliamo reddito!”.

15 febbraio 2012 - 19:28

ALTRO CHE CAREER DAY, VOGLIAMO REDDITO!

Questa mattina studenti del colletivo Sadir si sono presentati al Career Day, evento organizzato ogni anno dall’università di Bologna per “svendere” i giovani laureati a industrie, aziende e multinazionali.

Il career day é un’occasione che molti vedono come “ultima spiaggia”: portare un curriculum ad aziende che un giorno forse potranno assumerti, o meglio, potranno chiederti di fare uno stage non retribuito e poi, magari, se ne parlerà. Fino al giorno in cui ti offriranno un contratto che, grazie alle condizioni imposte dal mercato e dalle riforme del lavoro, non farà altro che porti in una situazione di ricattabilità e sfruttamento senza precedenti.

Con megafono e volantini studenti e precari hanno preso parola pubblicamente, hanno denunciato le condizioni vergognose a cui si è sottoposti ogni giorno: chi esce dal mondo della formazione si ritrova immerso nella precarietà e pensare di costruirsi un futuro degno diventa ogni giorno più difficile.

Entrati nel padiglione della Fiera del Career Day, gli studenti hanno occupato uno stand dell’IVECO, società del gruppo FIAT Industrial, azienda che con l’accordo separato estende a tutto il gruppo i termini dell’accordo di Pomigliano e cancella tutti gli accordi aziendali e il contratto nazionale, annullando diritti. La volontà chiara e decisa della Fiat è stata quella di mettere alla porta la Fiom dagli stabilimenti, nell’assordante silenzio della politica e delle istituzioni.

Oggi dallo stand Iveco (sostituito con lo stand Sadir) è stato detto chiaramente e anche ironicamente che, a differenza di quell’azienda e del suo manager, tutti i curricula erano ben accetti, anche quelli dei tesserati FIOM.

Distribuita anche un’inchiesta che parla di welfare, precarietà, condizioni abitative a Bologna, che vuole rivolgersi alle giovani generazioni che esprimono particolari esigenze materiali nella crisi e non sono disposte a vivere nell´austerità.

Un questionario sulla precarietà che è stato compilato da un centinaio di studenti e neo-laureati, consapevoli del futuro di precarietà che si trovano davanti.

Obiettivo dell’azione di stamattina era rimettere al centro della discussione temi e rivendicazioni reali, che parlino direttamente delle vite di tanti e tante, e sappiano cercare le risposte alle esigenze materiali che vengono espresse nella crisi. Il reddito di cittadinanza in questo quadro diventa l’unico strumento di welfare possibile per costruirsi un futuro e una vita degna: un nuovo contratto sociale da affiancare al contratto nazionale di lavoro, di nuovo welfare che puo’ e deve essere praticabile materialmente.

Ripreso anche il discorso sulla laurea, che non apre le porte del posto fisso, anche perché questa è una realtà che gli studenti e le generazioni precarie non hanno mai conosciuto e che sanno bene non esistere, lo sperimentano ogni giorno tramite i numerosi lavoretti occasionali che sono costretti a fare per sopravvivere…altro che monotoni.

Tutte queste rivendicazioni sono state poste anche al rettore Ivano Dionigi, presente oggi in Fiera: a lui è stato consegnato il questionario e sono state denunciate le condizioni di precarietà delle nostre vite, di ricattabilità nel lavoro, di sempre più dequalificazione del percorso formativo (diventato ormai un concorso a punti a caccia di crediti) e di sfruttamento degli stage e tirocini non retribuiti che spacciano come inserimento nel mondo del lavoro.

Il questionario sulla precarietà verrà distribuito nei prossimi giorni in zona universitaria e negli appuntamenti di Sadir a lettere e a scienze politiche.

L’obiettivo che si pone è l’apertura di una campagna cittadina sul welfare e per un reddito minimo di cittadinanza, partendo da istanze e rivendicazioni concrete.

Per una vita degna di essere vissuta e per riprenderci quello che ci stanno togliendo.

SaDiR – Saperi diritti reddito

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