Carcere, la Garante lancia l’allarme: “Il caldo gia’ e’ intollerabile”


Celle costruite per un detenuto che ne ospitano cinque, materassi a terra, caldo insopportabile e mancanza di carta igienica e saponette, questa la drammatica denuncia del Garante sulle condizioni dei reclusi alla Dozza.

27 maggio 2010 - 15:54

La Garante per i diritti dei detenuti, Desi Bruno, lancia ancora una volta l’allarme sulla situazione del penitenziario bolognese: al drammatico problema del sovraffollamento e alle scarse misure igieniche si aggiunge ora, con l’arrivo dell’estate,  il caldo sempre più insopportabile, afferma la Bruno. “La situazione sta un po’ degenerando”, continua, “aumenta la conflittualita’” cosi’ come gli atti di autolesionismo. Sabato scorso, ad esempio, “l’infermeria era in subbuglio” perche’ “mancava la carta igienica da 15 giorni, mancavano il sapone ed altri prodotti”. Rispetto alla Dozza “si deve porre il tema dell’agibilita’”. Per quanto riguarda il sovraffollamento i dati  fanno rabbrividire, parlano di 1.185 detenuti (di cui 81 donne) a fronte di una capienza regolamentare di 483, inoltre i due terzi presentano una posizione giuridica non definita: sono in attesa di giudizio oppure ricorrenti in appello e in cassazione. Infine tra coloro che stanno scontando una pena definitiva “216 potrebbero accedere alle misure alternative alla detenzione”,  spiega la Garante, perche’ devono scontare pene o residui di pena inferiori ai tre anni. Nel complesso, la Dozza “e’ il carcere piu’ sovraffollato d’Italia” con un indice del 145% (quello dell’Emilia-Romagna, il piu’ alto tra le regioni, e’ del 92%). E la situazione peggiora: “Ci sono persone che dormono per terra, un anno fa non succedeva”. Le celle da 10 metri quadrati, costruite per un detenuto, arrivano ad ospitarne anche cinque: se si stende a terra un materasso, i detenuti “non possono neanche stare contemporaneamente in piedi”. Ma non è solo un problema di spazi, ad esempio è particolarmente delicata la situazione dei “nuovi giunti”, cioe’ le persone che entrano in carcere per la prima volta. Per loro e’ prevista un’attivita’ di osservazione psicologica e di screening sulle malattie infettive ma “il meccanismo- afferma Bruno- e’ saltato”.

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