Cancellazione definitiva di Tributi Italia (ex Gestor)


Fuori dall’albo dei soggetti privati abilitati alla liquidazione e accertamento e alla riscossione dei tributi e delle altre entrate di province e comuni. Ma come verranno recuperati dal Comune di Bologna i debiti dell’ex Gestor?

15 dicembre 2009 - 14:35

Con una Circolare (la n.3/DF), inviata ai Comuni, all’ANCI, alle Province, all’UPI e all’Agenzia delle entrate, il Dipartimento delle Finanze – Direzione Federalismo Fiscale ha informato dell’avvenuta cancellazione dall’Albo dei Riscossori della Società “Tributi Italia S.p.a”. Nella circolare si annuncia che “Con delibera n. 1/2009 del 9 dicembre 2009 la Commissione per la tenuta dell’albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare le attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e delle altre entrate delle province e dei comuni, di cui all’art. 53, comma 2, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, ha disposto la cancellazione della società “Tributi Italia S.p.a.”, con sede in Roma, Via Vittorio Veneto n. 146/3, dall’albo in questione, a motivo del fatto che sono state considerate sussistenti le condizioni previste dall’art. 11, comma 2, lett. d) del D.M. 11 settembre 2000, n. 289, in base al quale si procede alla cancellazione d’ufficio per il mancato versamento delle somme dovute agli enti affidanti i servizi alle prescritte scadenze Si precisa, inoltre, che il provvedimento di cancellazione è stato ritualmente notificato alla società “Tributi Italia S.p.a.” alle ore 17:00 del 14 dicembre 2009”.
Tributi Italia (ex Gestor) era già stata sospesa lo scorso 30 novembre.
Finisce così, nel modo più ignominioso, una delle vicende più irritanti e vergognose capitate a Bologna negli ultimi anni: chi sollecitava i cittadini a pagare tasse e tributi, minacciando messe in mora e multe, chi si inventava gabelle allucinanti come la “Delirium Tax”, incassava i soldi dei contribuenti e, dopo aver trattenuto le sue percentuali, al momento di corrispondere al Comune quanto incassato dalle riscossioni, trovava tutte le scuse e tutti gli armamentari del miglior truffatore (tipo le fidejussioni bancarie farlocche) per non pagare. Tutto questo è avvenuto per anni, con la Giunta Cofferati in perenne “silenzio da copertura”, sorda alle continue stimolazioni che gli ex consiglieri comunali di Bologna città libera hanno proposto a più riprese. Che dire poi del direttore del Settore Entrate del Comune di Bologna (attualmente ancora saldamente al suo posto)? I suoi “consigli” sul metodo migliore per recuperare i crediti dovuti a Palazzo d’Accursio hanno prodotto risultati risibili, ma il “dirigente apicale” è stato sempre portato su un palmo di mano dall’ex assessora al Bilancio Paola Bottoni e anche dall’attuale Rossi.
Riproponiamo una domanda già fatta in altre occasioni: se il debito che Tributi Italia andrà in cavalleria chi pagherà per tanta negligenza?
La circolare dà una serie di consigli ai Comuni interessati su come comportarsi dopo la decadenza di “Tributi Italia”: “Il comma 2 dell’art. 14, attribuisce al Comune od alla Provincia il potere di diffidare il gestore decaduto a non effettuare alcuna ulteriore attività inerente il servizio e di procedere, altresì, all’immediata acquisizione della documentazione riguardante la gestione, ivi incluse le banche dati informatiche,
redigendo un apposito verbale in contraddittorio con il gestore stesso. Sarà altresì cura degli enti locali attivarsi per la disdetta delle convenzioni a seguito della decadenza dalle gestioni in corso. Dette prescrizioni devono essere adempiute nel pieno rispetto delle regole dettate dalle norme innanzi citate, rivestendo carattere di illegittimità ogni eventuale rifiuto o comportamento, da parte del gestore decaduto, diverso da quello ad esso imposto. Alla luce di quanto rappresentato, si suggerisce agli enti locali interessati, in ottemperanza a quanto prescritto dall’art. 5 della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante disposizioni sullo Statuto dei diritti del contribuente, che impone loro di assumere ogni idonea iniziativa volta a consentire la completa ed agevole conoscenza delle disposizioni legislative ed amministrative intervenute in materia tributaria, di pubblicizzare l’avvenuta decadenza della società “Tributi Italia S.p.a.” dalla gestione dei tributi, in modo da porre ogni contribuente nelle condizioni di adempiere esattamente la propria obbligazione tributaria, avendo, quindi, come unico referente l’ente locale”.
Il Comune di Bologna questa informazione ai cittadini non si è premurato ancora di darla, fermo restando il fatto che la Circolare n.3 sollecita “gli enti locali possono far ricorso anche alle forme come l’informazione attraverso stampa, affissioni, audiovisivi e strumenti telematici”.
Per quanto riguarda l’imminente scadenza (16 dicembre 2009)del pagamento del saldo dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) relativo all’anno 2009, la Circolare prevede “la possibilità da parte dei contribuenti di continuare ad utilizzare il modello F-24 con le stesse modalità finora seguite”, mentr i Comuni “hanno la facoltà di provvedere alla variazione delle coordinate IBAN del conto di accredito dei tributi riscossi con il modello F-24, ancora intestati alla società “Tributi Italia S.p.a.”, attraverso il servizio telematico SIATEL presente all’indirizzo internet https://siatel.finanze.it .”
Nel caso, invece, in cui per i versamenti sia previsto l’uso del bollettino
di conto corrente postale, i Comuni possono invitare i contribuenti ad effettuare i prescritti versamenti direttamente alla tesoreria comunale, fermo restando che è nella facoltà del Comune, per i versamenti eseguiti con bollettino di conto corrente postale, di richiedere alla società Poste Italiane S.p.a. il trasferimento a proprio favore del conto relativo all’incasso di ciascun tributo, già intestato alla società “Tributi Italia S.p.a.”.
Ma per rendere operativo il trasferimento è necessario che il Comune produca tutta la documentazione prevista alla Società Poste Italiane, il Comune di Bologna quando lo farà? E, soprattutto, sarà sempre il Dirigente del Settore Entrate (il solerte dott. Cammarata) ad avere l’incarico di questo non irrilevante passaggio?

Per chi fosse interessato a leggere l’intero contenuto della Circolare, l’indirizzo dove trovarla è il seguente:
http://www.finanze.gov.it/export/download/Decreti_Ministeriali/Circolare_Albo_tributi_Italia_versione_finale.pdf

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