Brescia, un primo marzo di sciopero [report+foto+audio]


Diecimila persone sono scese in piazza e lavoratori da oltre 50 aziende hanno scioperato nel territorio bresciano contro il razzismo e per i diritti. Report, audio e foto dalla nostra corrispondente.

01 marzo 2010 - 16:34

Lavoratori migranti e italiani, antirazzisti e studenti,  hanno attraversato le vie del capoluogo lombardo per dire no al razzismo e allo sfruttamento. 10.000 persone secondo gli organizzatori  e adesione allo sciopero da circa 50 aziende, di cui la maggior parte  metalmeccaniche.  Dopo aver sfilato per le vie del centro storico il corteo si è concluso in Piazza della Loggia, sotto le finestre del palazzo comunale.  Molti interventi dal palco hanno evidenziato le sempre maggiori difficoltà che i migranti e le loro famiglie vivono a causa della crisi e il rischio di non vedersi  rinnovato il permesso di soggiorno o di restare senza casa. Sempre più frequenti, infatti, anche nel territorio bresciano, sono le richieste di sfratto per morosità. Nelle ultime settimane grazie ai presidi dell’associazione “Diritti per tutti” si è riusciti a fermare lo sfratto di due famiglie.  Numerose  anche le scuole che hanno scioperato, in particolare gli istituti professionali con un’alto tasso di studenti migranti di seconda generazione, che hanno lanciato un grido di allarme sui continui tagli alla scuola pubblica e  il clima razzista che si respira anche nelle scuole, alimentato dalle proposte discriminatorie del ministro gelmini sulle quote del 30% nelle classi.

Nonostante le difficoltà, questa mattina migranti e italiani, grazie anche al lavoro fatto da molti lavoratori e delegati sindacali migranti all’interno delle proprie aziende , sono riusciti a scendere in piazza e praticare la parola d’ordine dello sciopero, dimostrando che è possibile autorganizzarsi dal basso e far valeri i propri diritti.

> Ascolta l’intervista a Umberto (associazione Diritti per tutti) e ad Akram (studente)

> Guarda le foto:

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