Beltrame provvisoriamente chiuso: “Serve la Polizia all’ingresso”


Sale la tensione al dormitorio di via Sabatucci. La coop che lo gestisce ha chiuso le porte chiedendo alla Polizia di “filtrare” chi non ha diritto di entrare. Intanto doppia frattura per il tunisino caduto ieri.

08 luglio 2011 - 20:09

Si fa di ora in ora più drammatica la situazione al dormitorio Beltrame di via Sabatucci, dove ieri sera un migrante tunisino ha tentato il suicidio ed un suo connazionale si è seriamente ferito (fratturandosi femore e caviglia) nel tentativo di impedire il gesto.

“Abbiamo dovuto chiudere l’accesso al Beltrame- annuncia Pietro Segata, presidente della cooperativa che gestisce il dormitorio, la Dolce- anche per le persone che normalmente accogliamo, i senza fissa dimora, perche’ si e’ accalcata alla porta, oltre ai tunisini e i profughi che abbiamo inserito nella nostra struttura, anche tutta una rete di amici o persone a loro collegate che vogliono entrare”. Quindi “abbiamo chiamato la Polizia perche’ per aprire abbiamo bisogno che facciano filtro rispetto a chi realmente ha diritto ad entrare”, spiega Segata.

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