Bartleby: “Una trattativa in corso non può fermare l’attività politica”


Bartleby torna in conferenza stampa sul passo indietro del Comune, che ha annunciato l’intenzione di interrompere il confronto aperto sull’individuazione di una nuova sede per il collettivo dopo l’occupazione dell’ex Arcobaleno da parte di S.Insolvenza.

23 novembre 2011 - 19:19

“Il Comune non puo’ attribuire a Bartleby la responsabilita’ dell’occupazione del cinema Arcobaleno. Quell’azione e’ stata decisa collettivamente, da un movimento che ha orizzonti ben piu’ ampi del collettivo e non puo’ pregiudicare il valore dell’esperienza di Bartleby, ci ripensi e riapra la trattativa con noi”. Lo affermano gli attivisti di Bartleby, che oggi in conferenza stampa hanno ripreso parola dopo le dichiarazioni dell’assessore Ronchi sul confronto in corso per l’individuazione di una nuova sede (dopo che l’Università si è rifiutata di rinnovare la convenzione per l’utilizzo dei locali di via San Petronio Vecchio).

La trattativa era partita nei mesi scorsi, con “l’impegno da parte del Comune di trovarci uno spazio”. L’occupazione del cinema Arcobaleno, pero’, ha scatenato un improvviso cambio di idee nell’amministrazione. “Il passo indietro dell’amministrazione per noi e’ incomprensibile, Ronchi e la Giunta ci ripensino. Noi passi indietro non ne facciamo, rinnoviamo la nostra disponibilita’ a sedere a un tavolo di trattativa e ribadiamo che la nostra volonta’ di dialogo non e’ mai venuta meno. Questo luogo non puo’ smettere di esistere, al di la’ di queste mura va salvaguardato perche’ e’ un atelier della produzione artistica indipendente, perche’ fa cose che in questa citta’ nessuno fa ed e’ diventato un punto di riferimento anche per artisti e realta’ che arrivano da fuori”.

Per quanto riguarda l’occupazione dell’ex Arcobaleno, “oltre al nostro progetto artistico e culturale il nostro collettivo fa anche attivita’ politica ed e’ quello che ha fatto dentro il movimento di Santa Insolvenza. Non possono pensare che il fatto di avere una trattativa in corso possa bloccare la nostra attivita’ politica”.

Quella operata dal Comune è “una sovrapposizione strumentale”, perche’ la differenza tra il movimento degli Insolventi e l’attivita’ dei collettivi e’ stata una delle prime cose messe in chiaro durante l’incontro della delegazione di Insolventi con il sindaco Virginio Merola e l’assessore Matteo Lepore, alla vigilia dello sgombero dell’ex cinema. “Abbiamo detto subito che Santa Insolvenza non era un collettivo, ma un movimento molto piu’ ampio e che quello che chiedevamo non era una sede per un centro sociale. Ci sembrava che Merola e Lepore lo avessero capito, ma evidentemente non e’ cosi’, oppure forse gli fa comodo fingere di non aver capito”.

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