Bartleby: “Minaccia di sgombero domani mattina”


Alle 21 assemblea cittadina in via San Petronio Vecchio 30 e poi notte bianca, “in modo da essere in tante e tanti domani mattina a difendere questo spazio”.

31 maggio 2012 - 17:54

Ora basta!

L’Università di Bologna e il rettore Dionigi, anche in tempi di crisi non perdono occasione per mettersi in ridicolo e calare la maschera. Buoni solo a metter la faccia nelle vetrine pubbliche parlando di cultura e sfoderando i numeri degli studenti fuorisede, alla prova dei fatti si mostrano per quel che sono: un’istituzione medievale, legata a logiche di potere intoccabili.

Da oltre un anno l’Università di Bologna nei confronti del progetto Bartleby ha mostrato solo il suo volto minaccioso, ha chiuso porte a ogni possibile dialogo, anche quando una città intera fatta di artisti, studenti, cittadini, e pezzi di istituzione ha riconosciuto il valore politico e culturale di un’esperienza come la nostra.

Da maggio 2011 abbiamo continuamente ricercato spazi di dialogo e confronto perchè interessati alla continuità del nostro progetto minacciata dalla creazione di un cantiere nei locali adiacenti ai nostri spazi.

Il rettore dell’università di Bologna Dionigi e il prorettore agli studenti Nicoletti, non mostrando mai la volontà politica di riconoscere i nostri progetti e trovare una soluzione proficua, hanno sempre pensato di trattare Bartleby come un problema tecnico o di ordine pubblico. In tempo di governi tecnici che scambiano la dignità e la vita delle persone per rispondere alle leggi imposte dai mercati finanziari, l’Università di Bologna sceglie – perchè di scelta si tratta – di non offrire nessuna mediazione. Da parte nostra la disponibilità al dialogo non è mai venuta meno, prova ne sia il fatto che conl’amministrazione comunale un dialogo si è finalmente aperto. Abbiamo tentato sin da subito di coinvolgere anche l’università di Bologna, essendo questo uno spazio vissuto e costruito da studenti e studentesse dell’Alma Mater. La risposta è arrivata con una minaccia di sgombero per domani mattina.

Ci siamo posti il problema mesi e mesi fa proprio perchè il nostro interesse è salvaguardare la nostra attività politico-culturale. Ricevere al telefono le minacce del nostro Ateneo di ricorrere ai manganelli e alle teste rotte è del tutto inammissibile, tantopiù che proprio in questi giorni stiamo raggiungendo un accordo con il comune, e l’assessore Ronchi potrà certo confermarlo, perchè il nostro progetto e le nostre attività possano continuare in un’altra sede idonea.

Ma evidentemente l’obiettivo dell’università è un altro, contrastare con ogni mezzo esperienze come la nostra, dove la cooperazione, la critica ai sistemi di trasmissione del sapere, la libera espressione sono visti come un pericolo per chi passa il suo tempo a discutere di fondazioni e cda.

Ci fanno sapere che domattina inizieranno i lavori in via San Petronio Vecchio e dovremmo andarcene. Ci “offrono” la possibilità di usare per qualche iniziativa lo spazio di Filippo Re, spazio che proprio noi studenti abbiamo riconsegnato alla città in questi anni, prima che venisse dato in gestione a un privato!

Ricordiamo all’università che Bartleby è un progetto di studenti, precari, artisti e cittadini, uno spazio fisico con un’emeroteca donataci dal poeta Roversi, che certo non può sostare in un giardino per un’intera estate o per il capriccio di un rettore!

Ora basta! La scommessa di Bartleby nasce dall’incontro e dalla determinazione, dalla volontà di riprenderci spazi e tempi di vita.

Oggi come domani, e fino a che non avremo trovato una soluzione adeguata in grado di garantire la continuità dei nostri progetti, non faremo un passo indietro. Invitiamo tutt* araggiungerci a Bartleby alle 21 per un’assemblea pubblica che proseguirà con una notte bianca, in modo da essere in tante e tanti domani mattina a difendere questo spazio.

Bartleby

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