Bari / Migranti in rivolta per il ritardo nel riconoscimento dello status di rifugiati [+comunicato]


Escono dal Cara, occupano i binari delle ferrovie Bari Nord e la Statale Adriatica. Cariche e lacrimogeni dalla polizia, i dimostranti rispondono con ripetute sassaiole

01 agosto 2011 - 16:01

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Decisa protesta dei migranti ospiti del Cara, il centro di accoglienza di Bari, contro i ritardi nel riconoscimento dello status di rifugiati. Questa mattina è successo un po’ di tutto: fiamme nella struttura, traffico interrotto sulla statale 16, lanci di pietre e cariche della polizia. La protesta dei migranti era iniziata stamattina alle 6.30 con l’occupazione dei binari delle ferrovie Bari-Nord,ed e’ continuata all’altezza dello svincolo della statale 16 al rione San Paolo. Le forze dell’ordine sono intervenute in assetto antisommossa per arginare un centinaio di immigrati del Cara che chiedono tempi piu’ rapidi per il rilascio dei passaporti e il riconoscimento dello status di rifugiato.
I migranti hanno bloccato la Statale 16 bis, mentre un gruppo ha acceso alcuni fuochi lungo la linea ferroviaria e dislocato massi sui binari per bloccare la circolazione dei treni. Con una serie di cariche le forze dell’ordine, polizia e carabinieri in assetto antisommossa, hanno tentato di far retrocedere i manifestanti verso l’area del Cara. Gli immigrati hanno opposto resistenza con un lancio di sassi contro gli agenti che hanno risposto con gas lacrimogeni. Alcuni manifestanti sono stati fermati , ma alle 13.00 non erano ancora stati condotti in Questura perché altri immigrati, concentratisi soprattutto sui binari delle Ferrovie, lanciavano ad intermittenza sassi per impedire che i mezzi di polizia e carabinieri si allontanassero dalla zona.

Il bilancio provvisorio parla di circa 20 agenti rimasti feriti durante la sassaiola e di 15 immigrati contusi. Intorno all’area sono stati appiccati incendi ovunque. E’ stato assaltato anche un autobus dell’Amtab a bordo del quale c’erano passeggeri. Non dovrebbero esserci pero’ feriti. La situazione al momento è di stallo.

Aggiornamento ore 15.20: Si è conclusa la protesta dei migranti che sono rientrati all’interno del Cara di Bari, dopo aver ottenuto l’impegno scritto da parte del prefetto vicario, Antonella Bellone, nel quale si impegna a dare una risposta ai migranti entro mercoledì prossimo, dopo l’incontro che si terrà in prefettura con il sottosegretario Alfredo Mantovani.

 

> Comunicato della Rete Antirazzista di Bari

Al fianco dei migranti del Cara di Bari

Stamattina eravamo con i migranti che hanno manifestato la loro rabbia fuori
dal CARA di Bari. Eravamo con loro già da quando sono arrivati a Manduria,
scappando da una guerra a cui noi italiani diamo ancora il nostro “apprezzato”
contributo, eravamo con loro quando, una volta al CARA di Bari, hanno deciso difare domanda d’asilo. Abbiamo sentito le loro lacrime, le loro grida di rabbia
quando hanno ricevuto un diniego in quanto non riconosciuti degni di asilo
politico. Proprio così; perché per il Ministero dell’Interno non ha importanza
se sei in fuga da una guerra, se la Libia è sotto i bombardamenti della Nato o
di Gheddafi o dei ribelli e se lì magari un tempo lavoravi da anni, avevi una
vita, non importa se in Libia ti danno la caccia sia gli uomini di Gheddafi sia
i rivoltosi. Non importa insomma da dove vieni: non sei cittadino libico quindi
non hai diritto d’asilo. E mentre chi ha fatto domanda ormai da mesi attende
risposta in una situazione di degrado terribile, senza doccia, con un solo
pasto al giorno, isolato dalla città, senza possibilità di vita all’interno di
una struttura militarizzata come il CARA di Bari (all’interno appunto di una
base dell’Areonautica…), chi ha ricevuto il diniego attende disperato la
condanna definitiva di un ritorno nell’inferno da cui è scappato.

Dopo aver chiesto alla Presidenza della Regione, agli Enti Locali, a esponenti
politici, dopo aver manifestato in tanti sotto la Prefettura di Bari senza aver
alcuna risposta se non un “si vedrà” stamattina è esplosa la rabbia. Non si può
giocare con la vita delle persone, non si può giocare per equilibri politici
con una vicenda umanitaria che quotidianamente assume i tratti della tragedia
(mentre stamattina a Bari i migranti manifestavano il Mediterraneo ha fatto
arrivare a Lampedusa un altro barcone con altri 25 morti a bordo). Non si può
dire come ha fatto il Sottosegretario Mantovano semplicemente che “la violenza
è intollerabile”, per noi è ancora meno tollerabile attraversare il
mediterraneo scappando da una guerra, vedendo morire i tuoi compagni di
viaggio, essere rinchiuso in una tendopoli senza sapere cosa ne sarà della tua
sorte, essere poi mandato in una base militare e lì venire a sapere che quello
che ti aspetta tra stenti, insulti, sporcizia è un rapido ritorno al di là del
Mediterraneo.

Mantovano dovrebbe tacere, e come lui tutti gli sciacalli della politica
nazionale che da un lato scatenano guerre e dall’altro chiudono le porte a chi
da quelle guerre scappa.

Stamattina eravamo al loro fianco e continueremo a camminare con loro
imparando dalla loro determinazione la capacità di prendersi ciò che è dovuto
senza indietreggiare, senza aver paura, assumendosi fino in fondo le scelte dei
gesti che la rabbia ti costringe a compiere.

Assemblea Antirazzista
Parrocchia S.Sabino 2/8/2011 ore 20:00

Presidio Mercoledì attendendo il Sottosegretario Mantovano
Mercoledì 3/8/2011 P.zza Prefettura

Rete Antirazzista Bari

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