Aumentano le adesioni al blocco della didattica, Dionigi in difficoltà


Il crumiraggio non divide i ricercatori: adesione totale a Chimica industriale e Architettura, altre facoltà probabilmente seguiranno presto. La spesa per l’ateneo potrebbe raggiungere i 3,5 milioni. Segrè, preside di Agraria: “I bandi sono un’estrema ratio”

15 settembre 2010 - 21:18

Il ricatto di Dionigi non sembra frenare le adesioni al blocco della didattica promosso dai ricercatori contro il ddl Gelmini. A Chimica industriale e ad Architettura tutti i ricercatori hanno aderito al blocco della didattica, mentre a Scienze della formazione sono 44 su 53. Si conteranno domani i ricercatori di Agraria (dove sembra che intendano aderire in 62 su 74), così come a Medicina e Scienze politiche, Ingegneria e Scienze, dove comunque si attendano adesioni molto numerose.
A Lettere, dopo la riunione di oggi, si è deciso invece di rinviare ogni decisione. I dati definitivi si avranno lunedì prossimo, dopo una nuova assemblea plenaria dei ricercatori alle 15, nell’aula V del Rettorato.

Un adesione massiccia che potrebbe mettere in seria difficoltà il Rettore, intenzionato a convocare un nuovo Senato martedì o mercoledì della prossima settimana: nel caso che tutti i ricercatori rifiutassero di svolgere attività didattica, i bandi per l’Ateneo comporterebbero una spesa di circa 3,5 milioni di euro. E Dionigi oggi ha dovuto anche incassare una parziale presa di distanza dal preside di Agraria Andrea Segrè, per il quale il ricorso a docenti a contratto per rimpiazzare i ricercatori può essere solo “un’estrema ratio”.
“Sono flessibile ad adattarmi – fa sapere Segrè – anche se il servizio pubblico va garantito. Prima di tutto guarderò se si possono fare delle mutuazioni sui corsi e in seconda battuta verificherò se ci sono docenti con poco carico didattico”.
Inoltre i bandi dovrebbero avere “una risposta adeguata”, ragiona il preside: “Se rispondono docenti che non sono all’altezza, i corsi saltano comunque: la qualità della didattica deve restare alta”

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