Ateneo, ok del Senato al rinvio delle lezioni. «Poi però basta proteste, eh»


Le facoltà possono decidere di rimandare di una settimana le lezioni (ma non di più), ma si appella ai ricercatori perché tutto sia regolare dal 5 ottobre.

25 settembre 2010 - 15:07

Il senato accademico ha deliberato ieri che ogni facoltà può decidere di rimandare di (al massimo) una settimana (al 4 o 5 ottobre) l’inizio delle lezioni per svolgere seminari e incontri volti a parlare della «reale situazione dell’Università pubblica» e a spiegare le ragioni della maggioranza dei ricercatori contraria al ddl Gelmini.

Lo stesso documento però si appella alla «disponibilità» e al «senso di appartenenza» dei ricercatori affinché, ottenuto questo contentino, non perseverino col blocco della didattica e tornino buoni buoni a svolgere l’attività di insegnamento non prevista dal loro contratto, mentre a Montecitorio verrà approvato la legge che azzererà le loro prospettive di carriera condannandoli a un futuro di precarietà o a cercare lavoro all’estero. Tutto tace sulla ventilata ipotesi di rimpiazzare i ricercatori con docenti assunti a contratto.

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