Ateneo, laurea ad honorem per Trichet


Il conferimento all’ex presidente della Bce è previsto per il 17 settembre. La Cub scrive al rettore Dionigi affinchè ci ripensi: “Trichet ha salvaguardato solo i grandi finanzieri e non i Paesi e le loro popolazioni”.

28 agosto 2012 - 16:30

Il 17 Settembre prossimo l’ateneo di Bologna ha deciso di conferire la Laurea ad honorem in Scienze Statistiche a Jean-Claude Trichet, banchiere ed economista francese che ha coperto vari ruoli sia nel FMI che nella Banca Mondiale, ex ministro francese che si è occupato di privatizzazioni, ex presidente della Banca Centrale Europea, attuale membro del consiglio di amministrazione di Eads, gruppo aerospaziale e militare franco-tedesco.

Dall’affaire Credite Lyonnais, al governo della BCE, alla lettera firmata con Draghi e rivolta al governo italiano nello scorso anno, è evidente che la sua politica ha salvaguardato solo i grandi finanzieri e non i paesi e le loro popolazioni.

Era il 1992, Trichet allora era a capo del tesoro francese con compiti di vigilanza sulle banche pubbliche, quando si scoprì un buco di 270 miliardi di euro (attualizzati) nel bilancio del Credite Lyonnaise, fino ad allora non visibile perché il bilancio era stato falsificato. Il Credite Lyonnaise aveva garantito grosse operazioni finanziarie illegali attuate da speculatori anche italiani. La magistratura francese, nei primi anni del 2000 condannò a vari anni di carcere diversi dirigenti del Credite Lyonnais e, dopo aver inizialmente rinviato a giudizio anche Trichet, lo assolse in quanto non avrebbe avuto gli strumenti per leggere i bilanci artatamente contraffatti e falsificati dai da altri. D’altronde la stessa magistratura non potè analizzare i documenti cartacei della banca in quanto la sede di Boulevard des Italiens fu devastata da un incendio nel 1996. Avvenne così uno dei più grossi crack finanziari degli anni 90 pagati dalla popolazione francese circa 20 miliardi di attuali euro e 3000 posti di lavoro persi. Alcuni “pirati” della finanza internazionale quali Parretti e Fiorini, invece, ancora oggi si godono il bottino guadagnato sul Credite Lyonnaise e non solo. Non è questa una dimostrazione di merito per un politico e un bancario pagato con denari dei contribuenti.

Il salvataggio delle banche operato dalla BCE, secondo i dati pubblicati dal Sole 24 Ore su fonte Mediobanca, dal 2008 sono costati ai cittadini europei 4814 miliardi (opendatablog del 19.07.2012). Mentre le risorse pubbliche venivano utilizzate per salvare le banche le condizioni di vita delle popolazioni europee sono enormemente peggiorate e la crisi ha assunto ora il sapore della disperazione per molta parte della popolazione. Trichet che ha governato la BCE fino al 2011 non può certo vantare di aver raggiunto dei risultati positivi a meno che non ammetta di aver voluto salvaguardare appunto gli interessi degli speculatori e del malaffare legalizzato.

Le manovre varate dal governo italiano nell’ultimo anno coincidono perfettamente con quanto Trichet e Draghi avevano chiesto all’Italia con la lettera dell’agosto scorso. I risultati si possono definire devastanti. Basti ricordare che dallo scorso anno ad oggi il debito italiano è aumentato raggiungendo così il suo massimo storico, da 1966,3 miliardi è passato a 1972,9 miliardi. Tutto ciò malgrado il taglio delle assunzioni nel pubblico impiego, il blocco degli stipendi fissi ed accessori, il taglio dei servizi, la riforma delle pensioni, la modifica dell’art. 18, l’aumento dell’IVA e quant’altro. Infatti le maggiori entrate tributarie dei primi sei mesi dell’anno non sono state in grado di intaccare nemmeno di una virgola la montagna di debiti che incombe sulla testa degli italiani che, ironia della sorte, possono essere definiti popolo di risparmiatori. L’Imu e l’aumento delle accise sulla benzina, sono state subito assorbite. A pesare sulla finanza italiana sono non solo gli interessi sul massiccio debito, ma anche il contributo al Fondo di salvataggio europeo (Efsf). Non serve essere statistici od economisti per dire che è una follia e che tali numeri non depongono bene per Trichet.

Considerato anche che il Regio Decreto del 31 agosto 1933, n.1592 all’art. 169 dice che «La laurea ad honorem può essere conferita soltanto a persone che, per opere compiute o per pubblicazioni fatte, siano venute in meritata fama di singolare perizia nelle discipline della Facoltà o Scuola per cui è concessa” contestiamo fortemente la decisione dell’ateneo e le chiediamo, per il rispetto di una istituzione che ancora può decidere di essere davvero al servizio della collettività, di non conferire la laurea ad honorem a Trichet.

Cub Federazione di Bologna

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