“All’aeroporto Marconi lavoro semischiavistico”


Oggi conferenza stampa dell’Usb sui lavoratori impiegati nei servizi a terra. Sotto accusa la coop “fantasma” Olimpia, i sindacati confederali ed il sindaco Merola.

04 agosto 2011 - 17:56


I circa 30 lavoratori impiegati nei servizi a terra dell’aeroporto Marconi di Bologna, per la maggior parte stranieri e quindi piu’ ricattabili, sono costretti ad accettare trattamenti da semischiavismo. E’ l’accusa lanciata dal sindacato di base Usb, dopo il presidio svolto lo scorso 27 luglio. Dall’1 gennaio i servizi a terra sono affidati alla Olimpia, che però risulta inattiva e quindi per il sindacato è solo una cooperativa “fantasma”. Prima, per due anni, c’era la Sinergy. Cooperative che per l’Usb sono solo “scatole vuote” e tramite il solito “sottobosco di appalti e subappalti” dipendono dal consorzio Gesco Nord e infine dalla Tnt, “il colosso travolto da una bufera interna e recentemente commissariato in sei filiali”.

Trattandosi di una cooperativa, i  lavoratori sono soci e “quindi hanno tutele minori dei lavoratori dipendenti”, ricorda l’Usb. Inoltre, i contratti che vengono fatti loro per lavorare all’aeroporto (per lo piu’ come facchini) non prevedono la malattia e le ferie: “Le cooperative cambiano continuamente nome, ma le cose vengono gestite sempre allo stesso modo, la situazione e’ a dir poco allarmante”.

La prossima riunione su questa situazione si terrà in Prefettura il 19 settembre, ma in questo mese e mezzo estivo l’Usb teme “un colpo di mano”, ovvero che si contringano i lavoratori a un “passaggio da una cooperativa all’altra, senza alcuna tutela e magari facendogli cambiare sindacato”. Nei giorni scorsi, infatti, i lavoratori sarebbero stati convocati dall’azienda a piccoli gruppi e sollecitati a lasciare l’Usb per prendere la tessera di sindacati confederali. Gli stessi che all’ultimo incontro in Prefettura, in maniera del tutto insolita, hanno “scortato” i dirigenti dell’Olimpia: “Hanno detto di essere stati convocati, ma non era vero nulla. Infatti, la Prefettura si e’ rifiutata di procedere con la riunione, che e’ stata successivamente fatta in un altro luogo, senza Olimpia (risultata inattiva) e senza i confederali”, racconta l’Usb.

Il sindacato di base chiama in causa anche il Comune: “Chiediamo un incontro al sindaco Virginio Merola da 10 giorni, ma non ci ha ancora risposto. Avremmo voluto raccontargli cosa sta succedendo al Marconi, pensiamo che dovrebbe interessargli e che il Comune dovrebbe intervenire, non ci sono solo le nomine”.


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