Al via il Festival Internazionale Gender Bender


Comincia martedì 3 novembre a Bologna la settima edizione del Festival internazionale Gender Bender. La manifestazione andrà avanti fino al 7 novembre.

02 novembre 2009 - 20:33

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Gender Bender, inediti al femminile

Riparte a Bologna Gender Bender, settima edizione del festival internazionale dedicato alle nuove rappresentazioni del corpo, alle identità di genere e di orientamento sessuale. Ideato e diretto da Daniele Del Pozzo, prodotto e realizzato da Il Cassero gay lesbian center, il “Colpo di grazia” sferrato quest’anno da Gender Bender vuole diffidare delle apparenze e sceglie di colpire vecchi stereotipi dell’immagine femminile e del corpo rappresentato come merce di seduzione e di scambio economico. Vari luoghi accoglieranno, dal 3 al 7 novembre, spettacoli di teatro, danza, video arte, installazioni, conversazioni ed eventi speciali, anche fuori programma. “Un vero regalo per Bologna” – ha commentato in conferenza stampa Simona Lembi, assessore alle Pari Opportunità – “città che ha scelto di insistere sul rispetto delle differenze e sull’uguaglianza”. E la grande forza sta (a livello organizzativo e creativo) nel costruire una manifestazione capace di promuovere cultura e pensiero critico, nel potenziare attività culturali locali con una attenzione particolare alla dimensione del contemporaneo. Così, Bologna rielabora l’immagine della donna nella società odierna e la restituisce attraverso molteplici punti di vista. Tantissime le presenze e gli incontri al femminile che confermano le trasformazioni e il moltiplicarsi dei talenti e delle competenze nel 2009. Da qui la scelta di invitare e affidare alcune riflessioni sull’etica al Dictionnaire du corps della filosofa Michela Marzano (giovedì 5 novembre alle 18 presso l’Aula Magna di Santa Cristina). Ospite anche Vladimir Luxuria che presenterà il suo secondo libro Le favole non dette (edito da Bompiani) e ancora Eleonora Danco, autrice e performer a metà tra Pasolini e Sarah Kane, presente al festival con l’assolo Sabbia, un concentrato di rabbia e poesia che mette a nudo i sentimenti di una serie di personaggi a cui dà anima e voce (sabato 6 e domenica 7 novembre alle 21 al Teatro San Martino), invitata anche a presentare il libro Ero purissima, un mix di storie ‘randagie’ in slang romanesco di uomini e donne al centro della scena come nella vita.

Gender Bender conferma la sforzo nel costruire un sistema di rete come modello-moltiplicatore per la città, pur mantenendo distinte le diverse specificità. Per il terzo anno consecutivo infatti si rinnova la collaborazione con Soggettiva che quest’anno cura la rassegna cinematografica Corpus Domina organizzata da ArciLesbica Bologna. Questo percorso che mette al centro la parola delle donne e delle lesbiche sul proprio corpo, sui tanti modi di autorappresentarlo, si snoda attraverso film, installazioni, video arte e retrospettive come quella sofisticata e irriverente di Monika Treut (che sabato 7 novembre chiude il festival al Cinema Lumière) o quella sui diritti civili degli omosessuali di Susan Muska in Edie&Thea, presente al festival insieme a una delle due protagoniste Edith Windsor (venerdì 6 novembre sempre al Lumière). Una consonanza tematica e di intenti, tra Gender Bender e Soggettiva, che offre spunti e riflessioni di contenuto culturale ma anche politico, dove tutto ruota attorno all’attualissimo tema del corpo (femminile). Deep Lez di Allyson Mitchell sarà una delle tante proposte di Soggettiva: un ciclo di short in visione sul femminismo post-moderno e sull’immagine positiva dei corpi grassi contro i modelli standardizzati della bellezza (magra). A sfidare ogni preconcetto ci pensa ArciLesbica Bologna con la serata di lancio di Soggettiva (venerdì 30 ottobre all’Estragon): Miss Les.bò lancerà in passerella improvvisate modelle, ognuna con il proprio Difetto di fabbrica. Il fuori programma di questa edizione sarà presentato a Teatri di Vita (il 9 novembre) con la proiezione del documentario Comrade Couture di Marco Wilms, per celebrare il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Un viaggio nell’universo di stilisti e artisti, maestri nell’arte della sopravvivenza creativa a Berlino Est tra la fine degli anni ’70 e il 1989. La sezione cinema, a cura di Marco Urizzi, presenterà tante anteprime nazionali di film e documentari dove la città di New York farà da sfondo e da ‘queer’ dagli anni ’76-‘77 ad oggi.

Un festival che ha registrato, negli ultimi anni, un crescendo di affluenza con presenze che, rispetto al 2007 (undici mila spettatori), lo scorso anno hanno raggiunto, in sei giorni, ben dodici mila partecipazioni. Gli organizzatori hanno constatato che un 60% del pubblico è femminile e, nel complesso, equamente suddiviso in un 50% omosessuale e 50% eterosessuale. Le previsioni di oggi fanno ben sperare e auspicare in un nuovo e consolidato successo (oggi più di come lo si immaginava sette anni fa), sia per i temi di interesse attuale e valore trasversale sia per il programma effervescente e fondante, come la grazia che è parte integrante del dna di questo festival.

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