“Accoglienza dei migranti fuggiti dalla Libia, un giorno all’anno non fa primavera!”


RIceviamo dall’associazione YaBasta e pubblichiamo: “Riflessioni sulla festa ‘Primavera sui Prati’ organizzata dal Comune di Bologna, Provincia, Regione Emilia Romagna e Croce Rossa Italiana”

22 marzo 2012 - 20:51

> Il comunicato:

Sabato 24 marzo al centro di accoglienza per migranti dei Prati di Caprara (ex Caserma San Felice) si terrà la festa “Primavera sui Prati – Viaggio dietro casa, Giornata per il dialogo interculturale contro tutte le discriminazioni” .
Ci saremo anche noi, perché sabato sarà l’unico momento in cui la struttura che dall’11 maggio ospita circa 150 migranti provenienti dalla Libia sarà accessibile ai cittadini ed alle associazioni, e quindi anche a noi. Questo perché come associazione del territorio che lavora per la tutela dei diritti dei cittadini stranieri, e dei rifugiati/richiedenti asilo, dallo scorso maggio chiediamo di poter accedere alla struttura per incontrare sia le persone accolte, sia gli operatori, al fine di dare il nostro contributo all’effettiva realizzazione di momenti di incontro, dialogo e reciproca conoscenza, oltre che coaudiuvare il personale della Croce Rossa Italiana, che gestisce la struttura, a rendere effettiva la tutela del diritto d’asilo e della protezione. Avere un contatto diretto con i migranti ospitati all’interno della struttura, così come avvenuto per i centri di Via del Milliario e Villa Aldini, avrebbe facilitato la possibilità di mettere in atto anche l’impegno assunto con l’Assessorato Comunale alle Politiche Sociali di contribuire ad una rete di collaborazione tra realtà associative e solidali per attivare percorsi differenziati e personalizzati verso l’inclusione e l’accoglienza dei migranti provenienti dalla Libia.
Abbiamo provato più volte ad accedere alla struttura – che risulta sempre chiusa da un cancello senza campanello – allo scopo di diffondere volantini informativi sul servizio volontario e gratuito da noi offerto, ma ci è stato detto che era necessario richiedere un’autorizzazione. Abbiamo provveduto ad inviare la richiesta alla Croce Rossa Italiana, dalla quale non abbiamo avuto alcun riscontro. Abbiamo segnalato l’anomalia al Comune di Bologna, alla Regione Emilia-Romagna e all’Acnur, di cui abbiamo incontrato anche una Commissaria in visita a Bologna, chiedendo di intervenire affinché tutte le realtà associative del territorio potessero essere favorite nella relazione con i migranti ospitati in Via dei Prati di Caprara, per poter sviluppare servizi e collaborazioni.
Nonostante i mille tavoli inter-istituzionali a cui abbiamo partecipato, l’accesso continuava ad esserci precluso, quindi nei mesi successivi ci siamo attivati autonomamente per poter entrare in contatto con i migranti: li abbiamo aspettati all’uscita, li abbiamo incontrati fuori dal cancello lasciando loro i nostri numeri di telefono… in breve abbiamo fatto da soli le presentazioni! E in questi mesi ci siamo conosciuti, molti di loro adesso frequentano la scuola di italiano del TPO, abbiamo fatto colloqui di orientamento legale, passeggiate per Bologna, pranzi, riunioni, merende, assemblee… Quello che abbiamo constatato è che durante questi mesi di accoglienza la loro situazione è rimasta immutata, sospesa in un eterno presente di precarietà ed incertezza: mancanza di un permesso di soggiorno definitivo che consenta lo svolgimento dell’attività lavorativa, nessuna informazione sui tempi della procedura di asilo che il Governo Berlusconi ha stabilito per loro, nessuna prospettiva di poter svolgere un corso di formazione professionale qualificato, nessuna possibilità di emanciparsi da un’assistenza passivizzante e spersonalizzante.

Con i migranti della struttura gestita dalla Croce Rossa e non solo, lo scorso giovedì abbiamo organizzato un presidio sotto la sede della Prefettura, per sostenere la richiesta del progetto Melting Pot Europa di rilasciare a tutti i 25mila migranti provenienti dalla Libia un permesso per motivi umanitari. Ricevuti da una dirigente del Gabinetto del Prefetto, i migranti hanno denunciato le precarie condizioni di accoglienza in Prati di Caprara e più in generale all’interno del Piano di Accoglienza Profughi e hanno invocato il rilascio immediato di un permesso per motivi umanitari che li tuteli da un probabile rigetto della loro domanda di asilo.
Mercoledì mattina abbiamo invece incontrato il dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna per chiedere che tutti i migranti provenienti dalla Libia inseriti nel Piano Accoglienza di Bologna potessero beneficiare di un permesso per richiesta asilo che consenta l’attività lavorativa, affinché le conseguenze negative del grave ritardo nella consegna di questo titolo di soggiorno non danneggino ulteriormente i migranti, che per troppi mesi sono rimasti in possesso solamente di un foglio di carta privo di qualsiasi valore legale.

Comune, Provincia e Regione, che troviamo nel volantino tra i promotori dell’iniziativa, sono gli stessi soggetti a cui ci eravamo rivolti per chiedere di poter visitare il centro di accoglienza per incontrare i migranti e da cui non abbiamo mai ricevuto nessuna indicazione concreta. Sabato 24 saremo alla Primavera sui Prati per non perdere l’unica occasione concessa di poter visitare la struttura. Ci auguriamo che non sia semplicemente una vetrina delle Istituzioni accoglienti (che non esitano a sgomberare le sistemazioni di fortuna dei rom proprio ai Prati di Caprara) ma l’inizio di un percorso di riconoscimento reale dei diritti dei richiedenti asilo le cui rivendicazioni sono rimaste finora ignorate.

Associazione Ya Basta! Bologna

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