A rischio la sede di Armonie, appello dell’associazione


Dopo anni di attività, il Comune ha deciso di pubblicare un bando e prevedere un affitto per la sede dell’associazione di donne Armonie, che ora rischia di restare senza una casa.

07 settembre 2010 - 19:44

Il buon governo di una citta´ si misura anche dagli spazi delle donne

Nel corso di questi anni l´associazione “Armonie” ha rappresentato per molte donne della città un luogo d´incontro e di scambio di esperienze, oltre che di produzione di attività, saperi e pratiche. Oggi è un´associazione che conta più di 230 socie, di età e provenienza diverse, ha un forte radicamento nel territorio, svolge una funzione culturale ed educativa, offre servizi e promuove progetti in linea con una tradizione di pensiero e di cultura politica femminili. Abbiamo coltivato nel tempo relazioni e scambi con altri gruppi di donne di questa e di altre città – nella convinzione che la mobilitazione e la condivisione delle risorse del fare rete siano condizione essenziale di rafforzamento e di empowerment – nonché buoni rapporti di collaborazione con il Quartiere e i suoi operatori e servizi.

Vogliamo ricordare che Armonie è nata sedici anni fa in seguito ad alcuni casi di stupro perpetrati su donne nella zona Fossolo del quartiere Savena, una zona molto accogliente di giorno, ma che di sera si trasformava in una vera minaccia per le poche donne che osavano uscire; alcune di noi cominciarono a riunirsi, e a organizzare manifestazioni e fiaccolate. Dopo l´ennesimo stupro, avvenuto tra Viale Felsina e Viale Lincoln, facemmo richiesta al quartiere e all´amministrazione comunale di una sede, che fosse un luogo d´incontro per le donne, sia per rompere il loro isolamento – non esistevano centri di aggregazione – sia per movimentare le strade del quartiere, rendendole così più sicure. La nostra prima uscita pubblica fu una festa a base di castagne e vino nuovo e arrivarono tantissime donne. Ci fu assegnata una sede in Viale Lenin, poi nell´ex scuola Rodari; infine, a Villa Paradiso, l´attuale sede.

Molte sono le attività che abbiamo svolto in questi anni, dedicandovi tempo e passione. Dalle molteplici forme di sensibilizzazione sui temi della violenza contro le donne – servizio di accoglienza telefonica, corsi di difesa personale, campagne di comunicazione, indagini sulla percezione della sicurezza nello spazio pubblico del quartiere, segnaletica di genere, interventi di public art per ridisegnare spazi immettendovi positività simbolica femminile – alla promozione di azioni positive e di buone pratiche di cittadinanza – creazione di giardini officinali in aree verdi di scuole e asili, aree condominiali e parchi con il coinvolgimento dei residenti, momenti laboratoriali e conviviali, progetti educativi nelle scuole, interventi volti a creare rapporti di buon vicinato con donne straniere residenti nel quartiere – la valorizzazione dei beni comuni è stata sempre per noi una priorità.

Vogliamo ricordare anche i numerosi incontri con un approccio di genere dedicati alla salute delle donne, e gli altrettanto numerosi incontri sui nessi tra le nuove economie, lo sviluppo sostenibile, il consumo critico e gli stili di vita, e l´attivazione di un gruppo di acquisto solidale. Poi, i convegni sul mito e il culto della Grande Madre e sugli Studi Matriarcali moderni – un filone di riflessione inaugurato dalle Armonie in Italia e che ci ha procurato notorietà anche al di fuori della nostra città – gli incontri sulla riattivazione della *memoria femminile* riguardante le concezioni e le pratiche del sacro (e uno studio sulle Etrusche, che si è concretizzato in una rappresentazione teatrale), i laboratori di scrittura, le pubblicazioni, la sottotitolazione di filmati inediti, il cineforum, la presentazione di libri, i corsi di benessere psico-fisico.

Crediamo che il lavoro svolto in questi anni possa essere riconosciuto come un vero e proprio servizio di utilità sociale, di interesse generale, pubblico, e che non possa andare che a vantaggio delle amministrazioni e dell´intera comunità. Tempo, competenze, esperienza, relazioni sociali, partecipazione, responsabilità, buone pratiche sono beni comuni centrali per lo sviluppo della coesione sociale e per i processi di capacitazione individuale e collettiva. Chi avverte l´esigenza di esprimere l´esercizio di cittadinanza dentro lo spazio pubblico, contribuendo a qualificarlo ed ampliarlo, si scontra però con la scarsità di luoghi e mezzi idonei per poter svolgere adeguatamente quel ruolo. E´ quanto sta succedendo oggi alla nostra associazione, mettendo a rischio il suo futuro.

La sede di Armonie è stata messa a bando e chi lo vincerà dovrà pagare un affitto annuo di 18.000 euro. Il radicamento sul territorio è sempre stato un nostro punto di forza, ma nel bando non se ne fa nemmeno cenno, a differenza di quanto solitamente è avvenuto per i bandi di assegnazione di altri quartieri. E se anche l´esito della presentazione dei nostri progetti fosse positivo, non saremmo in grado di corrispondere quella cifra. Le Armonie si sono sempre sostenute economicamente con il tesseramento annuale delle  socie (20 euro), con iniziative di autofinanziamento e donazioni. Alzare il  prezzo delle tessere, in un momento di crisi come questo, significherebbe escludere molte donne e, in ogni caso, non risolverebbe il problema.

Ti chiediamo di firmare perché Armonie possa rimanere un bene comune delle donne e di tutta la città: una firma di sostegno, non solo per  un’associazione, le donne che le danno vita e la sua sede ma perché sia rispettata la presenza pubblica delle donne e siano valorizzati i loro saperi e competenze.

Facciamo altresì appello alla riforma del Titolo V della Costituzione, comma 4 dell´art.118, che recita: “Stato, Regioni, Città Metropolitane, Province e Comuni devono favorire l´autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività d´interesse generale in base al principio di sussidiarietà”. Speriamo che questo principio, che è anche fondamentale principio di libertà e democrazia, sia rispettato.

Le Armonie

> Per adesioni: armonie@iperbole.bologna.it

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