A casa per stare con il figlio malato: licenziata


Il caso alla fondazione Aldini Valeriani, di cui è socio anche il Comune di Bologna. La denuncia di Usb: “Motivazioni apertamente in contrasto con le norme a tutela della maternità e indegne in una società civile”.

05 agosto 2010 - 14:49

La fondazione Aldini Valeriani (ente di formazione creato da Comune di Bologna, Unindustria e Camera di Commercio) ha licenziato in tronco una lavoratrice contestandole troppe assenze, per altro non retribuite, dovute alla malattia del figlio. Lo denuncia il sindacato di base Usb, che parla di “motivazioni che sono apertamente in contrasto con le norme a tutela della maternità e indegne in una società civile”. La donna è stata convocata due giorni fa per parlare di un ulteriore congedo che aveva chiesto, invece le è stata consegnata la lettera di licenziamento. C’e’ scritto: “La riorganizzazione che si rende indispensabile per dare continuita’ alle attivita’ della fondazione non permette una sua costruttiva collaborazione col personale anche a causa della eccessiva morbilita’ che le abbiamo gia’ contestato nel recente passato”. In un anno la lavoratrice ha fatto “18 assenze perche’ malata- spiega l’Usb- come e’ nel suo diritto” e tra settembre e oggi ha preso 40 altri giorni di ‘congedo’ non pagato per problemi di salute del figlio. Per il sindacato non solo le assenze non hanno superato i limiti fissati per legge, ma la dipendente ha sempre portato la documentazione necessaria. L’Usb parla di pressioni, di mobbing, di discriminazione della lavoratrice in quanto madre e quindi, ritenendo l’episodio “gravissimo”, chiede il reintegro e fa appello al commissario del Comune di Bologna, Anna Maria Cancellieri, visto che Palazzo D’Accursio e’ socio della fondazione.

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