Sciopero, centocinquantamila in corteo a Roma


La giornata di astensione del lavoro era stata indetta dal Patto di Base. Nella capitale migliaia di lavoratori di diversi settori protestano fino alle 17. Disagi nei trasporti in tutta Italia.

23 ottobre 2009 - 19:57

Secondo gli organizzatori hanno partecipato alla manifestazione centocinquantamila persone in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati del Patto di base dei Cobas, Rdb e Sdl. Nel resto del Paese si stimano circa due milioni di lavoratori che hanno incrociato le braccia in vari settori, dalla Scuola, alla pubblica amministrazione, dalla sanità alle fabbriche, ai trasporti. In particolare si sono registrati disagi in tutto il paese per le proteste del trasporto pubblico locale, fermi infatti autobus e  treni. A Roma il corteo si snoda da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni, in testa sfila lo striscione “Unificare le lotte per non pagare la crisi”,  i più numerosi sono i dipendenti della scuola pubblica e oltre alle bandiere dei sindacati sventolano anche quelle delCoordinamento precari scuola e quelle dell’Unione degli studenti. I precari della scuola hanno portato in piazza una statua in legno, raffigurante S. Precario, alla quale sono state attaccate immagini dei ministri Gelmini e Brunetta e del premier Berlusconi. Altri lavoratori del pubblico impiego si sono travestiti da banda Bassotti con sulla maglia i nomi di Tremonti, Gelmini e Brunetta.”Il ministro Brunetta- ironizza uno degli impiegati- ci ha tolto poco: puo’ fare di piu’. Ha ragione lui, siamo fannulloni,che ci paga a fare?”

Il coordinatore nazionale Rdb-CubPaolo Leonardi commenta positivamente l’odierna giornata di scioperi e proteste che “rappresenta l’unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia” e anche per Fabrizio Tomaselli, Coordinatore nazionale SdL, “lo sciopero di oggi dimostra che e’ possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, e’ indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria. Dopo questa positiva giornata di lotta di carattere nazionale- conclude- da domani avremo piu’forza per costruire insieme vertenze e proteste articolate nei territori e nelle categorie”.

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